« Abbiamo visto che avevano lavorato sui rigori e questo ha dato i suoi frutti »: gli 8mila tifosi della Francia in festa dopo la qualificazione alle semifinali degli Europei



All’improvviso, un clamore attraversò un Volksparkstadion in apnea e, per la prima volta in una serata insopportabile, venne dalla kop azzurra. Liberazione! Erano le 23:42, nella buia notte di Amburgo, quando Theo Hernandez trasformò in porta l’ultimo tiro francese faccia al Portogallo (0-0, 5-3 tab)sinonimo di qualificazione alle semifinali di questo Europeo.

I giocatori allora si sono precipitati tutti verso lui e Mike Maignan, poi si sono voltati, insieme, senza indugi, per correre a tutta velocità verso il turno tricolore e festeggiare la vittoria. Saltando e alzando le braccia in aria, da ciascuna parte, mentre i portoghesi, felicissimi dieci minuti prima di essere in prima fila nella fatidica sessione, alcuni scoppiarono in lacrime.

“Ammetto che non ero molto fiducioso dopo l’esito dell’ultima finale del Mondiale… Ma è così, ce l’abbiamo fatta! »

Guilhem, tifoso dei Blues, presente sugli spalti

Nella sala stampa, i membri della delegazione della squadra francese hanno agitato i pugni verso lo staff. Non lontano da lì, Moe, un tedesco tifoso della Francia, con sulle spalle la maglia di Youri Djorkaeff versione 1998, ha cercato di consolare come meglio ha potuto suo figlio, indossatore della casacca portoghese ed estimatore di Cristiano Ronaldo. « C’è stata un po’ di sfortuna, nessun gol in partita, ma il finale è stato pazzesco »sorrise calorosamente.

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Qualche fila più indietro, Guilhem, che ha trovato posto all’ultimo momento e ha fatto il viaggio da Lione in giornata, si è divertito altrettanto: “Ci è stata offerta una partita molto combattuta, con poche occasioni e ammetto che non ero molto fiducioso dopo l’esito dell’ultima finale dei Mondiali (perso contro l’Argentina ai rigori)…Ma è così, ce l’abbiamo fatta! Abbiamo visto che avevano lavorato sui rigori e questo ha pagato, con un bel 5 su 5”.

Al di là di Doha, i tifosi francesi hanno soprattutto evacuato il trauma della notte maledetta della finale degli Europei del 10 luglio 2016 a Saint-Denis, contro la stessa Seleçao. Un ricordo che ancora tormentava molti di loro, ascoltando le discussioni pre-partita. La pagina è stata girata e il kop tricolore ha celebrato tutto questo con canti a tutto volume sullo sfondo dei tamburi fino a mezzanotte passata nello stadio.

Ragazzi stressati dallo scenario della partita

Alti, un po’, e bassi, molti: per il resto, gli 8.000 tifosi francesi erano come la squadra francese in campo. A corrente alternata, spesso spenta e talvolta respinta. Collocati nella Nordtribüne occupata abitualmente dagli ultras dell’HSV, quasi a loro agio sullo sfondo blu delle tribune, hanno preso tempo per orientarsi, stringendo forte le natiche contro le occasioni avversarie all’inizio del secondo tempo e mordendosi le dita quando vedevano, invece, gli azzurri incapaci di convertire la minima situazione calda.

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Con l’avvicinarsi della fine, i bambini stanchi e terrorizzati – a quanto pare – si nascondevano sotto le maglie dei genitori. Ma l’incoraggiamento dato fino all’ultimo momento ha dato ancora una volta i suoi frutti, come quattro giorni prima contro il Belgio (1-0). Il contenuto offerto davanti ai loro occhi, fedele all’inizio della competizione, non li ha aiutati a trascendere se stessi, ma sembra che ci stiano prendendo gusto. Monaco, contro la Spagna, è già martedì.



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