Ancora prima nonostante la sconfitta, la Romania ci crede



Per quanto incredibile possa sembrare, nonostante la sconfitta (0-2) contro il BelgioSabato, al Rhein Energie Stadion di Colonia, la Romania resta prima nel girone E con una suspense insostenibile. Le quattro squadre infatti arriveranno all’ultima giornata, mercoledì, con lo stesso numero di punti (tre), una situazione senza precedenti.

Supportato da un favoloso contingente di 30.000 fan ferventi e scatenati, che sono rimasti rumorosi e dinamici dall’inizio alla fine, il Tricolori sono lì a vantaggio di un attacco migliore (tre gol segnati). Così, mercoledì contro la Slovacchia, basterà un pareggio agli uomini di Edward Iordanescu per raggiungere l’ottavo posto.

Naturalmente, l’allenatore rumeno ha espresso innanzitutto un certo disappunto per la mancanza di sanguinamento offensivo dei suoi giocatori, che non si sono arresi dopo aver subito il primo gol al 2° minuto (di Tielemans) e hanno avuto una grande opportunità per pareggiare molto rapidamente (di Andrei Burca, sconfitto da Casteels, 5°). Sapendo anche che hanno avuto possibilità di rimonta nel secondo tempo, in particolare da parte dell’irrequieto ala destra Denis Man (46esimo, 69esimo), a cui piace scendere al centro per tirare con il piede sinistro.

Un possibile avversario per i Blues all’ottavo

“Con un po’ di successo e più precisione nelle nostre occasioni, avremmo potuto segnare”, si è pentito di “Edi”. Ma soprattutto ha voluto ricordare la capacità della sua squadra di non arrendersi mai nonostante tutte le difficoltà e anche la sofferenza, a volte, dei suoi difensori di fronte alla vivacità e al virtuosismo belga: “ Se confrontiamo con la nostra prima partita (vinto 3-0 contro l’Ucraina), il ritmo era molto più sostenuto. Abbiamo perso anche più duelli, ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo affrontato una squadra molto completa, terza nel ranking FIFA e capace di vincere l’Europeo. Quello che dobbiamo ricordare è che abbiamo lottato anima e corpo, che abbiamo dato tutto. »

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Figlio dell’emblematico allenatore Anghel Iordanescu (73) che ha guidato la Romania in quattro fasi finali di grandi tornei, raggiungendo i quarti di finale della Coppa del Mondo nel 1994, Edward guarda quindi al futuro con una certa serenità. Nella speranza che questa generazione, sicuramente meno talentuosa di quella degli “anni Novanta” di cui faceva parte un certo Gheorghe Hagi, il cui figlio Ianis è entrato in campo questo sabato, scriva la propria storia. “Ho piena fiducia nella sua capacità di farlo. » Per rendere orgoglioso un intero popolo che aspetta solo questo. E perché non affrontare la Francia agli ottavi se arriva seconda nel proprio girone e gli azzurri fanno lo stesso (sarebbe lunedì 1 luglio alle 18 a Dusseldorf)…



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