come la scienza aiuta a massimizzare i risultati


È iniziata il 29 giugno a Firenze la 111esima edizione del celebre Tour de France. Italia. Il corridore sloveno Tadej Pogačar, dell’UAE Team Emirates, è considerato uno dei grandi favoriti per la vittoria. Tuttavia, dietro ogni campione c’è un team di esperti che applica rigorosamente la scienza per massimizzare le prestazioni. Il sito LiveScience recentemente ne abbiamo parlato con Iñigo San Millán, ex allenatore di Poggy. Ecco i punti da ricordare.

La scienza dietro l’allenamento dei ciclisti

L’allenamento moderno inizia con un’analisi approfondita dei parametri fisiologici e metabolici del ciclista, come la capacità cardiovascolare, la potenza massima e, soprattutto, gestione del lattato. Il lattato è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico, il che significa che viene generato quando i muscoli lavorano intensamente e mancano di ossigeno. In eccesso, il lattato e gli ioni idrogeno associati si accumulano nei muscoli, causando acidosi muscolare che riduce l’efficacia della contrazione muscolare, portando ad affaticamento e prestazioni ridotte.

Utilizzando test metabolomici avanzati, gli allenatori possono analizzare fino a 2.000 parametri corporei da poche gocce di sangue. Questo approccio aiuta a capire come i ciclisti come Tadej Pogačar elaborano ed eliminano il lattato e ad adattare i loro piani di allenamento in modo ottimale.

La metabolomica studia anche la funzione mitocondriale, ossidazione cellulare e capacità glicolitica, fattori cruciali per prestazioni di alto livello. Questi adattamenti cellulari locali, come l’efficienza dei mitocondri nell’utilizzo di combustibili diversi, distinguono i grandi ciclisti dai buoni ciclisti.

Allenamento in quota

L’allenamento in quota è una strategia ampiamente utilizzata nel ciclismo per ottimizzare le prestazioni degli atleti. Secondo Iñigo San Millán, promuove numerosi adattamenti fisiologici benefici principalmente legati al aumento della produzione di globuli rossi.

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I globuli rossi, o eritrociti, sono essenziali per il trasporto dell’ossigeno in tutto il corpo. Quando i ciclisti si allenano in quota, dove l’aria è meno densa e contiene meno ossigeno, il loro corpo adatta la sua risposta producendo più globuli rossi. Questa è una risposta naturale all’ipossia (mancanza di ossigeno) in alta quota. Aumentando la concentrazione di globuli rossi nel sangue, il corpo migliora la sua capacità di trasportare ossigeno dai polmoni ai muscoli che lavorano durante lo sforzo fisico.

Inoltre, allenamento in quota promuove la risposta angiogenica, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni. Questa risposta è particolarmente importante perché aumenta la densità capillare attorno ai muscoli, facilitando il trasporto aggiuntivo di ossigeno ai tessuti muscolari. I nuovi vasi sanguigni non solo consentono una migliore circolazione dell’ossigeno, ma migliorano anche l’apporto di nutrienti essenziali e l’eliminazione dei rifiuti metabolici prodotti durante l’esercizio.

Combinando questi adattamenti, i ciclisti che si allenano regolarmente in quota aumentano la loro capacità di mantenere alti livelli di prestazione durante le gare ad altitudini normali. Ciò offre loro un vantaggio significativo, soprattutto quando affrontano salite difficili o tappe di montagna durante gare importanti come il Tour de France.

Promuovere il recupero

Infine si sviluppano anche i ciclisti che si allenano in quota migliore capacità di recupero. Nello specifico, l’allenamento in quota può anche portare ad adattamenti mitocondriali nelle cellule muscolari. I mitocondri sono le centrali energetiche delle cellule e la loro efficienza nel produrre energia da combustibili come grassi e carboidrati è fondamentale per il recupero muscolare. Un miglioramento della funzione mitocondriale grazie all’allenamento in quota permette poi ai muscoli di recuperare più rapidamente dopo un esercizio intenso.

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Pogačar, ad esempio, ha dimostrato un’eccezionale capacità di recupero, che gli permette di restare efficiente anche nelle fasi finali di una gara lunga.

tour de france Tadej Pogačar
Tadej Pogacar indossa la maglia bianca di miglior giovane del Tour de France 2023. Scala il Col de Marie Blanque inseguendo Jonas Vingegaard. Crediti: Hugo LUC/Wikipedia

Allenamenti personalizzati

Inoltre, ogni atleta è unico. I piani formativi dovrebbero essere personalizzati in base alle capacità individuali. San Millán sottolinea l’importanza di conoscere i punti di forza e di debolezza di ogni ciclista. Ad esempio, un corridore come Pogačar può assorbire un carico di lavoro elevato senza compromettere le sue prestazioni, mentre un altro ciclista potrebbe richiedere un regime di allenamento più moderato per evitare sforzi eccessivi. Questa personalizzazione è resa possibile grazie ad una conoscenza approfondita dei parametri fisiologici e metabolici.

Naturalmente, i moderni trainer utilizzano una combinazione di tecnologie per monitorare le prestazioni dei ciclisti in tempo reale. Misuratori di potenza, cardiofrequenzimetri e dispositivi GPS forniscono dati preziosi su sforzo, intensità e recupero. Queste informazioni vengono analizzate per adattare dinamicamente i programmi di allenamento tenendo conto delle variazioni individuali dell’atleta.

In definitiva, l’approccio di San Millán, che unisce la conoscenza della fisiologia sportiva e della metabolomica, illustra come una profonda comprensione del corpo umano possa trasformare i ciclisti in campioni.





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