Con Estelle Nze Minko, Györ vince la sua sesta Champions League



Timeout finale da poco visto che manca 1'30'' alla fine e Györ è avanti di cinque reti (28-23) contro Bietigheim ma già sorriso XXL da parteEstelle, mi chiamo Minko che detiene finalmente la vittoria in Champions League (30-24). Trasferito dal Sofiok al Györ nell'estate del 2019, il capitano della squadra francese (32 anni) non era ancora con l'orco ungherese quando ha conquistato il quinto trofeo continentale nel 2018-2019, record femminile.

Il terzino sinistro francese era nella finale persa, nel 2022, contro il Vipers Kristiansand (33-31), il tre volte campione in carica che Györ ha giustamente espulso ai quarti di finale di questa stagione. Questa domenica a Budapest, Estelle Nze Minko ha finalmente conquistato l'unico titolo che mancava al suo ricco palmares (campionessa del mondo nel 2017 e 2023, europea nel 2018 e olimpica nel 2021) grazie al successo sull'ospite a sorpresa della Final Four, Bietigheim (6° nel suo girone nella fase a gironi, ha superato gli spareggi).

Estelle Nze Minko è stata brillante (6 tiri su 6), impeccabile in attacco e in difesa. Nel finale è stato utilizzato meno (2 su 3 ai tiri) ma non per niente il Györ è il club più grande del mondo, con una rosa ricca. Con in particolare Stine Oftedal che salterà a fine stagione alle Olimpiadi di quest'estate con la Norvegia. Domenica la brillante 32enne difensore centrale non ha avuto successo (0/4), ma non importa, ha vinto il terzo trofeo con il Györ (dopo il 2018 e il 2019).

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Nonostante tutto il suo talento, Ana Gros non aveva mai provato il piacere di vincere la Champions League. Finalista nel 2012 con il Györ e nel 2021 con il Brest, il terzino destro ha dominato la finale segnando 6 su 9 ai tiri. Lo sloveno può tornare sereno a casa, al Krim Ljubljana, la prossima stagione.

L'esperienza ha dato i suoi frutti

Per quanto Györ avesse sofferto sabato per superare il Team Esbjerg, domenica è stato molto meno complicato nella finale contro Bietigheim (17-12 all'intervallo). In particolare l'esperienza e la profondità del banco hanno fatto la differenza. Anche i portieri. Un'altra volta.

In semifinale, la danese Sandra Toft ha deviato il pareggio sul gong dopo una grandissima partita in gol dell'Ungheria (13 parate al 39%). In finale, il tecnico Per Johansson (arrivato a metà marzo sulla panchina del Györ) ha scelto di dare fiducia a Silje Solberg. Ben aiutata dalla difesa, la norvegese (16 parate su 37 tiri) ha disgustato i tiratori tedeschi.



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