Contro l’Albania, azione molto offensiva dei terzini spagnoli Alex Grimaldo e Jesus Navas



Se lunedì Ferran Torres ha segnato l’unico gol spagnolo contro la debole Albania, ed è difficile giudicare la proposta tattica di una formazione che cambia dieci titolari rispetto alla partita precedente, un punto ha colpito: l’utilizzo dei corridoi. Dopo Dani Carvajal e Marc Cucurella contro l’Italia si sono allineati due profili molto offensivi. Jesus Navas a destra, Alex Grimaldo a sinistra.

Onore al secondo, i cui cinque passaggi prima del tiro sono un record per un difensore spagnolo dal 1980 e dati dell’analisi Opta. Come vediamo sulla sua mappa dei passaggi, ha combinato molto, non ribaltandosi quasi mai ma trovando il suo bersaglio nei due passaggi interni tentati negli ultimi 30 metri. Non così sorprendente per l’uomo che ha uno dei migliori piedi sinistri del mondo e che moltiplica i caviali con Leverkusen.

Sul fronte opposto, anche Jesus Navas non si è avventurato nell’asse e, se ha tentato la metà dei passaggi del suo omologo (33 contro 63), la maggior parte di loro era nel campo avversario, senza più tendenza a cercare l’asse. da affiancare a Dani Olmo, il radioso trequartista spagnolo. Anche se non è riuscito a moltiplicare i cross, l’uomo che, a 38 anni e 216 giorni, è diventato il giocatore spagnolo più anziano a giocare una partita in un torneo importante, ha ancora le gambe. E ha giocato anche i 90 minuti della partita.

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Dopo due partite in cui le ali Nico Williams e Lamine Yamal hanno causato gravi danni ai difensori avversari, sono stati i terzini ad assumere la minaccia di palla in larghezza. Anche la rete di passaggio regala uno spettacolo strano, con queste posizioni fuori Navas (22) e Grimaldo (12), un Joselu offensivo (9) che è sceso per bloccare i palloni e attirare con sé una difesa la cui schiena è stata attaccata da Ferran Torres ( 11) e Mikel Oyarzabal (21), ali mai migliori di quando è necessario andare in profondità.

Se la Spagna avesse il possesso palla, sarebbe solo al 59% contro un avversario del genere. Ciò conferma la svolta di una squadra che vuole diventare sempre più verticale e che, quando non schiera le ali palleggiatrici, lascia la corsia ai terzini centranti. Un piano B utile per una selezione che da tempo sembrava pensare che ci fosse un solo modo per vincere.



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