Corentin Moutet non è andato lontano contro Jannik Sinner negli ottavi di finale al Roland-Garros



40 minuti di sogno e un brutale ritorno sulla terra. Corentin Moutet ha vissuto una serata dai due volti domenica, per il suo primo ottavo di finale al Roland-Garros. Il francese ha intascato il primo set prima di arrendersi e logicamente cedere contro Jannik Sinner, 2° giocatore al mondo (2-6, 6-3, 6-2, 6-1). Sarà così l'italiano che martedì incontrerà il bulgaro Grigor Dimitrov, testa di serie numero 10 del torneo, per un posto nelle semifinali.

Moutet ha visto la porta aprirsi dopo un primo round idilliaco. Il suo allenatore Petar Popovic aveva sottolineato l'importanza della partenza per infiammare il campo Philippe-Chatrier e sollevare dubbi su Sinner, arrivato a Parigi senza alcun riferimento alle sue condizioni fisiche. Il parigino non ha potuto applicare meglio il piano del suo allenatore, visto che dopo una ventina di minuti era in vantaggio per 5-0 e aveva già strappato tre volte il servizio al suo avversario, che aveva perso l'ingaggio solo due volte da quando era entrato nella mischia. Moutet era ovunque e Sinner da nessuna parte, assente, tecnicamente (14 errori non forzati) e fisicamente.

Lo stato di grazia del francese è durato fino al break di inizio secondo set, dopo uno scambio di 27 colpi al termine del quale ha guardato il pubblico per godersi al meglio l'ovazione. Soprattutto, il vincitore dell'ultimo Australian Open, confrontato per la prima volta in carriera con le variazioni infernali di Moutet, ha alzato il suo livello di gioco e ha cominciato a muoversi meglio, come se avesse bisogno di appena mezz'ora per adattarsi al suo avversario e sbloccare l'anca destra che scricchiolava nelle settimane prima del Roland-Garros.

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Il pubblico si è svegliato nel 4° set

Il suo servizio è diventato di nuovo letale (20 punti persi in ingaggio negli ultimi tre set, 5 ace e 12 servizi vincenti), è arrivato puntuale dopo le buffonate di Moutet, ha coperto brillantemente il terreno e ha finito per invertire gli equilibri di potere. Il 79esimo giocatore al mondo si è ritrovato senza soluzione, a parte una serie di dritti che hanno comportato un'enorme assunzione di rischi. Per quanto abbia lottato, contro Sinner e contro se stesso, per non esplodere, non ha potuto resistere alla solidità dell'italiano, la cui potenza di dritto (36 dei suoi 40 tiri vincenti da questa parte) e precisione sono state un disastro.

Così le partite trascorrono, senza che nemmeno il suo servizio al cucchiaio rompa il ritmo avversario. Nel terzo e quarto set Moutet si è rotto dall'inizio e rincorrere il punteggio ha messo a dura prova la sua testa e le sue gambe. Il pubblico di Chatrier, finora timido, ha capito di avere in mano una delle chiavi per far durare l'incontro e ha alzato il volume a metà del quarto set, ha gridato per ribaltarsi nell'irrazionalità, ha lanciato un interminabile ola che il giudice di sedia poteva non fermarsi più. “Grazie, è stato straordinario”sbottò alla fine, per portare questo pubblico in delirio.

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Per follia non ce n'erano più in campo e Moutet si sentiva come se stesse colpendo un muro. Da qui la sua frustrazione crescente (44 errori non forzati, 7 drop shot sbagliati per 4 vincenti) e una racchetta sempre più vicina a finire in discarica. Un processo segnalato da un fallo di piede su un servizio al cucchiaio si è concluso. Ciò non ha impedito al francese di ricevere un'ultima meritata ovazione all'uscita dal campo, prima di lasciare Porte d'Auteuil, dove tornerà quest'estate per i Giochi Olimpici. Sinner giocherà martedì al Roland-Garros il suo secondo quarto di finale, il primo dal 2020, e continua a lanciare segnali rassicuranti, lontani dalla preoccupazione percepita nelle ultime settimane. Tanto da renderlo un vero candidato alla vittoria finale di domenica prossima.



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