Cosa si nasconde sotto questo misterioso buco avvistato su Marte?


Il 15 agosto 2022, una piccola fossa su Marte, situata sul fianco del vulcano spento Arsia Mons, ha catturato l'attenzione degli scienziati. Fotografata dal Mars Reconnaissance Orbiter della NASA, questa apertura di pochi metri di diametro potrebbe rivelare segreti sepolti sotto la superficie marziana.

Un rifugio per la vita su Marte?

Su Marte, la regione di Tharsis, costellato di vulcani giganti tra cui l'Arsia Mons, presenta pozzi intriganti. Gli scienziati si chiedono se queste strutture siano semplici pozzi verticali o se conducano a caverne più grandi. Potrebbe essere lavare i tubi simili a quelli visti sulla Luna e sulla Terra, formatisi quando il vulcano era attivo, ora messi in luce dall'erosione e dal crollo del tetto del tubo.

Questi pozzi e grotte sono di particolare interesse per diversi motivi. Potrebbero in particolare offrire a rifugio naturale per i futuri astronauti. Con la sua atmosfera sottile e l’assenza di un campo magnetico globale, Marte espone le sue superfici a radiazioni spaziali dannose. Se conducono a caverne, questi pozzi potrebbero quindi ospitare le attrezzature e gli habitat degli astronauti, proteggendoli dalle radiazioni. Oltre al loro potenziale utilitaristico per l'uomo, questi pozzi potrebbero anche avere un importanza astrobiologica. Avrebbero potuto servire come rifugi protetti per la vita microbica marziana passata e forse anche attuale.

Attività vulcanica o tettonica?

Anche la presenza di queste fosse sui fianchi dei vulcani suggerisce uno stretto legame con passata attività vulcanica del pianeta rosso. Ricordiamo che i tubi di lava si formano quando la lava fusa scorre sotto la superficie. Una volta spento il vulcano, questi tubi si svuotano, lasciando delle cavità sotterranee. Se il tetto di questi tubi crolla parzialmente, si formano buche come quelle osservate sul Mons Arsia.

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Le fosse marziane possono formarsi anche attraverso processi tettonici in cui la superficie si frattura sotto stress geologico. Queste fosse tettoniche avrebbero meno probabilità di condurre a caverne. Un’altra possibilità, meno probabile, ma affascinante, è che questi pozzi siano i resti di fiumi sotterranei che esistevano miliardi di anni fa. Sulla Terra, formazioni simili chiamate carsiche si formano quando il calcare si dissolve, creando pozzi e caverne.

buco del cratere su Marte
Un altro cratere su Arsia Mons nuovamente fotografato dallo strumento HiRISE sul Mars Reconnaissance Orbiter. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UArizona

Alla ricerca di risposte

Per ora queste ipotesi restano speculative. Solo le missioni future potranno fornire risposte concrete esplorando in profondità questi pozzi. Queste strutture potrebbero quindi diventare obiettivi primari per future missioni robotiche o umane. Missioni aviotrasportate, ispirate al successo di L'elicottero Ingenuity della NASApotrebbero in particolare sorvolarli ed esplorarli pozzi più in dettaglio.

In sintesi, la scoperta di questa fossa su Arsia Mons apre nuove prospettive per l’esplorazione marziana. Potrebbe rivelare preziose informazioni sul passato vulcanico di Marte e offrire soluzioni pratiche per le future missioni umane. Esplorando questi misteri sotterranei, non solo potremmo comprendere meglio la storia geologica di Marte, ma anche prepararci per il futuro dell’esplorazione umana sul pianeta rosso.





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