Donna salvata dopo 80 km di deriva in Giappone


Giovedì 11 luglio, le autorità giapponesi hanno annunciato che una donna che nuotava vicino a una spiaggia in Giappone era stata salvata a 80 km dalla costa dopo essere rimasta alla deriva in mare per 36 ore. Questa eccezionale storia di sopravvivenza ha catturato l’attenzione del pubblico e ha evidenziato i potenziali pericoli delle attività di nuoto in mare.

L’incidente è iniziato lunedì precedente, quando la guardia costiera è stata allertata della scomparsa di un cittadino cinese nella regione di Shizuoka, nel Giappone centrale. « Intorno alle 19:55 dell’8 luglio, siamo stati allertati dall’amico della persona scomparsa », ha detto all’AFP un funzionario della guardia costiera giapponese. La rapidità della risposta delle autorità dimostra l’importanza della cooperazione e della vigilanza durante le situazioni di emergenza in mare.

La donna, la cui identità non è stata rivelata, dopo il suo salvataggio ha spiegato di essere stata trascinata via dalle correnti marine e di non essere riuscita a tornare sulla spiaggia a causa della boa di gomma. Questa boa, destinata ad essere un elemento di sicurezza, si è rivelata un ostacolo quando è rimasta intrappolata nelle potenti correnti. Il mare, imprevedibile e spesso pericoloso, ha portato la nuotatrice lontano dalla sicurezza della riva, ponendola in una situazione disperata.

È stato finalmente avvistato mercoledì alle 7:48 ora locale da una nave mercantile al largo della punta meridionale della penisola di Boso, nella prefettura di Chiba, a est di Tokyo. I membri dell’equipaggio, vedendo la donna in pericolo, sono subito intervenuti per soccorrerla. « Anche se la distanza tra la spiaggia e il luogo di salvataggio è di 80 chilometri in linea d’aria, è probabile che la nave sia andata alla deriva per una distanza ancora maggiore », ha aggiunto il funzionario della guardia costiera. Questa osservazione evidenzia la difficoltà di stimare le reali distanze percorse da una persona alla deriva in mare, dove le correnti possono essere imprevedibili ed estremamente potenti.

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Il salvataggio è stato possibile grazie alla collaborazione di diverse imbarcazioni della regione. Due membri dell’equipaggio di una piccola petroliera, anch’essi presenti nella zona, sono stati contattati via radio e si sono subito tuffati in acqua per soccorrerla. Il loro intervento rapido e coraggioso è stato fondamentale per riportare la donna a bordo sana e salva.

Una volta a bordo, la donna è stata portata in ospedale per accertamenti medici. Fortunatamente, le sue condizioni non sono state considerate gravi e ha potuto ricevere le cure necessarie dopo questa straziante esperienza. Il suo salvataggio è stato un enorme sollievo, sia per lei che per i suoi cari e per le autorità coinvolte.

Questo incidente serve a ricordare i rischi associati alle attività di nuoto oceanico, anche per i nuotatori esperti. Il mare può diventare pericoloso molto rapidamente ed è fondamentale prendere le dovute precauzioni. Le autorità marittime continuano a consigliare cautela e vigilanza, sottolineando l’importanza di nuotare in aree sorvegliate e di rimanere informati sulle condizioni marine.

La storia di questa donna, salvata dopo 36 ore alla deriva in mare, è una toccante testimonianza della resilienza umana e dell’importanza della cooperazione nelle situazioni di crisi. Grazie alla rapidità d’azione della guardia costiera e all’eroismo dei marinai, è stata salvata una vita, ricordando a tutti la necessità di una vigilanza costante e di un’adeguata preparazione ai pericoli del mare.

Fonte: AFP





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