È morto Paul Alexander, “l’uomo dal polmone d’acciaio”.


Paul Alexander, conosciuto affettuosamente come “Polio Paul”, è morto all’età di 78 anni, lasciando dietro di sé un’eredità straordinaria e stimolante. La sua vita straordinaria, segnata dalla lotta contro la poliomielite e le avversità, è stata una testimonianza di forza e resilienza eccezionali.

Sopravvissuto alla poliomielite

Originario di Dallas, Texas, Paolo Alessandro aveva contratto la poliomielite all'età di sei anni durante una devastante epidemia nella sua città natale. A quel tempo, nel 1952, il poliomielite era dilagante senza che fosse ancora disponibile un vaccino efficace. L'epidemia locale faceva parte di una crisi nazionale, con quasi 58.000 casi segnalati negli Stati Uniti.

Questa malattia infettiva virale poteva portare alla paralisi e Paul Alexander fu uno dei pochi a farlo subire le conseguenze più gravi.

Sebbene i polmoni dei sopravvissuti alla poliomielite paralizzati possano funzionare correttamente, il la paralisi dei muscoli del torace e del diaframma rendeva difficile la respirazione. Per superare questo problema, Paul Alexander ha dovuto trascorrere gran parte degli ultimi 70 anni della sua vita in un “polmone d’acciaio”, un respiratore che gli permetteva di respirare applicando una pressione negativa al suo corpo.

Resilienza eccezionale

La sua vita confinata in questa stanza meccanica, tuttavia, non gli ha impedito di perseguire i suoi sogni e le sue ambizioni. Avrà infatti già studiato legge all'Università del Texas diventare avvocato nel 1984dopo aver superato l'esame di abilitazione.

Per cinque anni ha anche lavorato alla stesura della sua autobiografia digitando su un computer usando una matita tenuta in bocca.

Nonostante le continue sfide che ha dovuto affrontare, Paul Alexander era noto anche per il suo atteggiamento positivo e la sua incrollabile determinazione. La sua forza di carattere e il suo coraggio hanno ispirato molte persone in tutto il mondo, come testimoniano i numerosi messaggi di sostegno e donazioni raccolti sulla sua pagina. GoFundMe per coprire le sue spese mediche.

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Paolo Alessandro
Paul Alexander nel suo “polmone d'acciaio”. Crediti: screenshot di Youtube

Anche nelle condizioni più restrittive, Paul Alexander ha sempre trovato il modo di condividere la sua storia con il mondo. Più recentemente, ha adottato nuove tecnologie per condividere la sua storia e interagire con i suoi fan. Ad esempio, ha raccontato storie su TikTok e ha risposto alle domande della sua comunità, contribuendo così a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide affrontate dalle persone con disabilità.

La sua scomparsa lascerà ovviamente un vuoto nel cuore di chi lo ha conosciuto e ammirato, ma la sua eredità vivrà attraverso i racconti della sua straordinaria vita. Paul Alexander sarà infatti ricordato come un esempio di resilienza, determinazione e coraggio di fronte alle avversità.





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