Euro 2024: strepitoso con la Turchia a soli 19 anni, Arda Güler dà appuntamento



Anche il capitano Hakan Çalhanoglu non è riuscito a trattenere le lacrime durante il giro d’onore turco, lungo la curva riservata ai tifosi così ferventi e improvvisamente spenti, dopo tre settimane di spinte e sogni dietro la selezione. In testa, Arda Güler, a testa bassa e con l’espressione chiusa, si è diretta subito verso le scale, verso gli spogliatoi dello stadio Olimpico di Berlino.

Sabato ai quarti di finale viene sconfitto dall’Olanda, La Turchia, troppo instabile sul piano difensivo, non è riuscita a ripetere l’impresa delle semifinali di Euro 2008, ma esce dal torneo con l’obiettivo raggiunto di aver superato il primo turno e, soprattutto, con la speranza di una nuova generazione d’oro . Chi meglio di Güler può indossarlo? A soli 19 anni, alla sua prima grande competizione internazionale, il trequartista dal volto da ragazzino si rivela il leader tecnico della sua nazione.

La pepita formatasi prima al Genclerbirligi e poi al Fenerbahçe si è assicurata e si è fatta carico, sulle sue magre spalle, l’immensa pressione popolare e mediatica che la circonda. Fin dall’inizio ha dato il tono segnando una gemma contro la Georgia (3-1, 18 giugno). Martedì, negli ottavi di finale, contro l’Austria (2-1), ha calciato i due calci d’angolo che hanno portato alla doppietta di Merih Demiral. E il mancino lo ha fatto di nuovo, sabato nei quarti di finale, con questo cross sfiorato e depositato, con il piede debole, sulla testa di Samet Akaydin sul secondo palo per il primo gol (35esimo). Il suo lungo calcio di punizione fallì alla base del palo (56esimo).

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Tornerà al Real con un nuovo status

È semplice: prima di lui, alla sua età, solo Wayne Rooney e Cristiano Ronaldo, entrambi nel 2004, avevano segnato un gol e un assist in un Europeo. Il che la dice lunga sulle sue potenzialità. Allineato come falso numero 9 agli ottavi, questa volta è partito sulla corsia destra ma altrettanto scambiato, dezonato e sganciato, fino ad arrivare a mettere la palla ai piedi dei suoi difensori centrali. Questa libertà illustra la fiducia data dal suo allenatore Vincenzo Montella, altro mancino vellutato, che lo baciò sulla fronte dopo il primo gol.

Meno visibile nella ripresa, Güler, sicuramente prezioso in autunno (7 recuperi, 2 intercettazioni), incarna anche l’inesperienza turca. Ma riprenderà la prossima stagione con uno status completamente diverso al Real, dopo un primo anno promettente (12 partite, 6 gol) ma ostacolato da problemi fisici e da un’intensa competizione. Molto attento al suo rendimento in Germania, il club di Merengue sarebbe pronto a regalargli un posto più importante già alla ripartenza.



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