Finale della Coupe de France: il PSG vince contro l'OL per la finale di Kylian Mbappé



La partita: 2-1

L'attesissima finale tra PSG e OL ha mantenuto tutte le promesse. Ingiocabili nel primo periodo, i parigini hanno logicamente vinto il titolo (2-1) ottenendo la doppietta Coppa-Campionato.

20

Il PSG ha giocato la sua 20esima finale della Coupe de France, un nuovo record davanti al Marsiglia (19). È stato incoronato 15 volte, anche il miglior totale, davanti all'OM con 10.

L'uomo: Perri a casa sua

Affermatosi nella Coupe de France questa stagione, Luca Perri ha mantenuto il suo posto in finale, mentre avrebbe potuto sperare di giocarsela Anthony Lopes, lui che potrebbe lasciare l'OL del suo cuore quest'estate, a un anno dalla scadenza del suo contratto. Ma Pierre Sage non è sceso a compromessi e il brasiliano arrivato quest'inverno dal Botafogo lo ha ripagato. Ha commesso qualche errore, come sul primo gol, ma non era l'unico colpevole in quel momento (Caleta-Car, Benrahma). Il resto della sua partita è stato impressionante. Acceso molto rapidamente dai tiri di Barcola (4°) e Zaire-Emery (5°), il portiere 26enne ha vinto soprattutto a distanza ravvicinata davanti a Hakimi (61°) e Dembélé (66°). Il futuro titolare nell'obiettivo OL è stato fissato per il 2024-2025.

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Il fatto: Mbappé tace per l'ultima volta

Sorvegliato da Luis Enrique per quest'ultima partita decisiva, Kylian Mbappé non è stato decisivo, lui che è rimasto a quota 12 gol in 13 duelli contro l'OL. Cercato spesso dai compagni, l'attaccante della Francia ha avuto numerose occasioni, invano. In particolare ha visto sei tiri bloccati, sui dodici palloni toccati nell'area di Les Gones. La sua prima presa di palla, dopo pochi secondi di gioco, non è stata molto netta. Il resto è stato dello stesso genere, anche se il suo tiro ad effetto all'85esimo è partito molto bene prima di essere deviato da Maitland-Niles. Al 32', la sua splendida risposta è stata sbloccata da Perri, ma era comunque in fuorigioco. Una partita numero 308 sicuramente frustrante per lui, ma che ha concluso con il sorriso e le braccia tese al cielo. Come vincitore.



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