Freddy batte il record per il ciclone tropicale più lungo


L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha recentemente confermato che il ciclone Freddy, che ha colpito l’anno scorso, detiene il record per il ciclone tropicale più lungo mai osservato. Con una durata di vita impressionante di 36 giorni come tempesta tropicale, Freddy ha lasciato un segno indelebile nei registri meteorologici.

Capire i cicloni tropicali

IL cicloni tropicali, chiamati anche uragani o tifoni a seconda della regione, sono sistemi di bassa pressione che si formano sulle acque calde degli oceani tropicali. Sono caratterizzati da forti venti, piogge torrenziali e temporali. Perché si sviluppi un ciclone tropicale devono essere soddisfatte diverse condizioni: mari caldi (almeno 26°C), atmosfera instabile, poca variazione dei venti con l’altitudine ed elevata umidità nella bassa troposfera.

Queste tempeste possono causare danni catastrofici a causa dei loro venti distruttivi, delle mareggiate che inondano le aree costiere e delle forti piogge che provocano inondazioni e smottamenti.

Si noti inoltre che i cicloni sono classificati in categorie in base alla velocità dei loro venti. La categoria 5 è la più potente con venti che raggiungono più di 252 chilometri orari.

Freddy: un fenomeno meteorologico eccezionale

Freddy, che si infuriava tra il 4 febbraio e il 14 marzo dell’anno scorso, è a esempio straordinario ciclone tropicale. Partendo dalla costa dell’Australia nordoccidentale, ha attraversato l’Oceano Indiano per approdare nell’Africa sudorientale, pur mantenendo il suo status di tempesta tropicale per 36 giorni. Questa longevità ha superato di 6,75 giorni il precedente record detenuto dal tifone John nel 1994.

Oltre alla sua durata, Freddy ha viaggiato approssimativamente 12.785 chilometri, ovvero quasi il 33% della circonferenza terrestre, pur mantenendo il suo status di tempesta tropicale. Questo andamento eccezionale non è però l’unica caratteristica sorprendente di questo ciclone. In effetti, tiene anche lui la più alta energia ciclonica accumulata (ACE) mai registratauna misura che unisce la forza del temporale e la sua durata.

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Secondo l’OMM, Freddy è stato anche il primo ciclone nell’emisfero meridionale ad intensificarsi rapidamente quattro volte, un fenomeno raro e pericoloso. Al suo apice, avrebbe raggiunto una velocità massima del vento di 257 chilometri all’ora, collocandolo nella posizione più alta categoria 5 Uragani atlantici, il gruppo dei cicloni più potenti.

Tante vittime, ma un disastro scongiurato

Si noti che il ciclone Freddy ha colpito alcune regioni, in particolare Mozambico e Malawi, due volte. Dopo aver attraversato l’Oceano Indiano ed essere approdato nell’Africa meridionale, Freddy è tornato in mare, si è intensificato e ha colpito nuovamente quelle aree, aggravando il danno iniziale e aumentando il numero delle vittime. Si stima che in Mozambico siano state colpite più di 1,3 milioni di persone, con oltre 180 morti, mentre il Malawi ha segnalato più di 1.200 morti o dispersi.

Nonostante queste cifre tragiche, l’OMM lo sottolinea primi avvertimenti ha svolto un ruolo cruciale nel consentire alle popolazioni dei paesi colpiti di prepararsi e di evacuare, contribuendo a ridurre il numero delle vittime.

Freddy ciclone
Freddy il 6 febbraio 2023. Crediti: NASA/Suomi-NPP

Una lunga analisi

L’annuncio dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) riguardo al ciclone Freddy arriva a più di un anno di distanza dal suo passaggio per diversi motivi. Per cominciare, la raccolta e l’analisi dei dati meteorologici per confermare i record richiede tempo. Gli scienziati devono esaminare attentamente le registrazioni di vento, pressione, durata, traiettoria e altri parametri per garantire l’accuratezza delle informazioni.

Anche il confronto dei dati di Freddy con i cicloni precedenti, come il tifone John nel 1994, richiede un’analisi approfondita. Gli esperti devono infatti garantire che le condizioni e le metodologie di misurazione siano comparabili per validare un nuovo record.

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Anche l’analisi dell’impatto complessivo del ciclone, compresi gli effetti socioeconomici e le perdite umane, può estendere l’orizzonte temporale. Infine, le dichiarazioni ufficiali dei record mondiali spesso comportano più livelli di revisione e approvazione all’interno delle organizzazioni internazionali. I comitati dell’OMM, composti da esperti globali, devono concordare le conclusioni prima di fare un annuncio ufficiale.





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