H5N1, questo virus che ci minaccia


Il virus dell’influenza aviaria H5N1, noto per la sua devastazione tra le popolazioni aviarie, sta mostrando segni preoccupanti di un maggiore adattamento ai mammiferi. Recenti ricerche su alcune specie marine suggeriscono che questo virus potrebbe diventare una minaccia significativa non solo per la fauna selvatica, ma anche per gli esseri umani e il bestiame. Questa evoluzione dell’H5N1 potrebbe segnare l’inizio di una nuova era di rischi pandemici.

Uno spread preoccupante

Il virus di influenza L'H5N1 aviario, un ceppo altamente patogeno dell'influenza aviaria, è noto da decenni per provocare il caos tra le popolazioni di uccelli. Identificato per la prima volta nel 1996 in Cina, questo virus inizialmente rimase confinato principalmente in Asia. Tuttavia, a partire dal 2020, ha cominciato a diffondersi in maniera più ampia tra le popolazioni aviarie.

Inizialmente rilevato in Europa, il virus H5N1 si è poi diffuso in Sud Africa. Nel 2022 è apparso in Nord America prima di diffondersi in Sud America, segnando un significativa espansione geografica.

Oltre alla capacità di infettare gli uccelli, l'H5N1 ha anche la capacità, sebbene rara, di infettare l'uomo, spesso con gravi conseguenze. I casi registrati sono generalmente associati all’esposizione diretta a volatili infetti e la trasmissione da uomo a uomo rimane estremamente limitata.

Tuttavia, la recente evoluzione del virus mostra segni preoccupanti di un maggiore adattamento ai mammiferi, che potrebbe aumentare i rischi di trasmissione da uomo a uomo. In ogni caso, questo è ciò che a studi preliminari condotto da ricercatori dell’Università della California, Davis, e dell’Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola (INTA) in Argentina.

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Un virus che si adatta ai mammiferi

Secondo questo lavoro, il virus è stato rilevato nell’agosto 2023 nei leoni marini dell’arcipelago della Terra del Fuoco, segnando la prima infezione notevole nei mammiferi marini all’estremità meridionale del continente sudamericano.

Pochi mesi dopo, a epidemia dell’H5N1 avrebbe poi decimato un’intera colonia di elefanti marini a Punta Delgada, nella penisola di Valdés in Argentina. Questa epidemia causò la morte di più di 17.000 individuicompreso il 96% dei neonati di quella stagione.

Il sequenziamento genetico di questo virus ha poi identificato un lignaggio specifico chiamato clade 2.3.4.4bgenotipo B3.2, che apparentemente si era evoluto per diffondersi facilmente tra i mammiferi.

Influenza aviaria H5N1
Crediti: tampatra/istock

Adattamento ai mammiferi: sfide e meccanismi

L’adattamento di un virus aviario ai mammiferi non è comune, poiché uccelli e mammiferi presentano differenze significative nella fisiologia e nel sistema immunitario. Per superare queste barriere, l’H5N1 deve sviluppare diversi adattamenti chiave.

Nello specifico, i virus dell’influenza aviaria si legano tipicamente ai recettori contenenti acido sialico α-2,3 presenti sulle cellule delle vie aeree degli uccelli. I mammiferi, invece, hanno prevalentemente recettori di tipo α-2,6. Il virus deve quindi mutano per essere in grado di legarsi in modo efficiente ai recettori dei mammiferi.

Anche la temperatura corporea degli uccelli è generalmente più alta di quella dei mammiferi. Anche in questo caso, il virus deve adattarsi alla temperatura più bassa sopravvivere e replicarsi efficacemente nei loro corpi.

Infine, i mammiferi hanno a diverso sistema immunitario e spesso più complesso di quello degli uccelli. Per diffondersi, l'H5N1 ha dovuto quindi sviluppare meccanismi per eludere il rilevamento e la risposta immunitaria dei mammiferi.

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Alla luce di questi dati, Agustina Rimondi, virologa dell'INTA e co-responsabile dello studio, sottolinea l'importanza del monitoraggio continuo del virus nella fauna selvatica. Secondo lei, le mutazioni osservate indicano infatti a preoccupante capacità di adattamento del virus H5N1 ai mammiferi. Saranno quindi essenziali una sorveglianza rigorosa e adeguate misure di prevenzione per limitare i potenziali rischi per la salute umana e animale su scala globale.





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