I mini-cervelli cresciuti confermano la teoria dell’autismo


Gli scienziati hanno recentemente fatto un progresso significativo nella comprensione delle origini dell’autismo sviluppando repliche 3D in miniatura di cervelli umani a partire da cellule staminali di bambini piccoli. Questi mini-cervelli forniscono preziose informazioni sullo sviluppo del cervello nell’utero e potrebbero far luce sui meccanismi alla base di questo complesso disturbo.

Cervelli in miniatura coltivati ​​in laboratorio

IL organoidi I cervelli (o mini-cervelli) sono strutture tridimensionali derivate da cellule staminali. In questo studio, le cellule staminali sono state raccolte dal sangue di dieci bambini con autismo e di sei bambini senza autismo di età compresa tra uno e due anni. Queste cellule staminali sono state poi esposte a sostanze chimiche specifiche per indurne la crescita in strutture simili al cervello embrionale umano.

Questi organoidi sono capaci di riprodurre molti aspetti dello sviluppo e del funzionamento del cervello umano e fornire così un modello accurato di come sarebbe stato il cervello dei bambini durante il primo trimestre di gravidanza. Coltivando questi organoidi, i ricercatori possono tornare indietro nel tempo fino allo sviluppo del cervello e osservare processi altrimenti inaccessibili.

Ecco, l’obiettivo principale di questo studio era determinare se ci sono differenze nella crescita e nello sviluppo tra il cervello di bambini autistici e non autistici. Osservando questi organoidi, i ricercatori speravano di identificare indizi sulle origini biologiche di questo disturbo.

autismo
Crediti: Jacob Wackerhausen/iStock

Scoperte chiave

Uno dei risultati più importanti di questo studio è che sono stati mostrati organoidi cerebrali derivati ​​da bambini autistici crescita significativamente più rapida rispetto a quelli dei bambini non autistici. Gli organoidi autistici sono infatti cresciuti quasi il 40% in più rispetto agli organoidi di controllo tra il primo e il secondo mese di gravidanza simulata.

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Anche questa crescita accelerata è stata correlato con la gravità dei sintomi sociali dell’autismo nei bambini piccoli. In altre parole, quanto più grandi erano gli organoidi, tanto più pronunciati erano i sintomi sociali dell’autismo nei bambini corrispondenti. Questa associazione diretta tra dimensione degli organoidi e gravità dei sintomi sociali rafforza le osservazioni fatte in studi precedenti sulle dimensioni del cervello e sull’autismo.

Oltre alla dimensione degli organoidi, i ricercatori hanno anche identificato una maggiore attività degli organoidi Gene Ndel1 nei bambini autistici. Tuttavia, questo gene svolge un ruolo cruciale nello sviluppo del cervello embrionale e la sua disfunzione potrebbe essere in parte responsabile dell’eccessiva crescita cerebrale osservata nell’autismo. La scoperta di questo Ndel1 anormalmente attivo nel cervello autistico suggerisce che potrebbe essere un potenziale bersaglio per interventi futuri.

Sebbene questo studio sia limitato dal numero relativamente piccolo di partecipanti, i suoi risultati forniscono preziose informazioni sui potenziali meccanismi neurali dell’autismo. I prossimi passi includono l’identificazione di altri geni che potrebbero essere coinvolti nell’eccessiva crescita del cervello associata a questo disturbo. A lungo termine, questi risultati potrebbero portare allo sviluppo di terapie volte a normalizzare lo sviluppo cerebrale e ad alleviare i sintomi dell’autismo.





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