il nuovo pianeta extrasolare che interroga gli astronomi


La scoperta di un mondo soprannominato Phoenix mette in discussione le nostre attuali teorie sull'evoluzione dei pianeti. Gli astronomi non sanno come questo mondo riesca a mantenere la sua atmosfera così vicina alla sua stella.

Caratteristiche notevoli

Phoenix, conosciuta scientificamente come TIC365102760 bè un pianeta affascinante annidato in un'orbita sei volte più vicino della sua stella quello Mercure non viene dal Sole. Questa stella, lungi dall'essere ordinaria, è a gigante rosso in una fase avanzata della sua evoluzione, il che aggiunge ulteriore complessità allo studio di questo pianeta. La sua vicinanza a una stella del genere solleva quindi interrogativi intriganti sulla dinamica della sua atmosfera e sulla sua storia evolutiva.

Infatti, contrariamente alle aspettative basate sulle nostre attuali teorie, che prevedono che i pianeti situati così vicini alla loro stella perdano rapidamente la loro atmosfera a causa dell’intenso flusso di particelle stellari e del calore estremo, Phoenix ha visibilmente mantenuto un'atmosfera notevolmente esteso e leggero.

Inoltre, ciò che rende Phoenix ancora più unica è la sua dimensione. Con una dimensione 6,2 volte maggiore di quello della Terra, è classificato nella categoria dei pianeti di tipo Nettuno. Tuttavia, mentre gli altri pianeti di questa classe sono caratterizzati da atmosfere dense e compatte, la sua densità eccezionalmente bassa lo distingue da tutti gli altri Nettuno caldi conosciuti fino ad oggi.

Questa singolarità pone una domanda cruciale: come faceva un pianeta così massiccio, situato in un ambiente così estremo, a mantenere un’atmosfera così estesa e leggera? La scoperta e lo studio di Phoenix evidenziano quindi la nostra comprensione incompleta dell'evoluzione dei sistemi planetari. Osservazioni future potrebbero aiutare a comprendere i meccanismi alla base di questo enigma.

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pianeta Fenice
Crediti: Nazarii Neshcherenskyi/istock

Uno sguardo al futuro del sistema solare

Le giganti rosse, come la stella attorno alla quale orbita la Fenice, sono alla fine della loro vita e si caratterizzano per la loro spettacolare espansione. Quando una stella come questa entra nella fase di gigante rossa, si gonfia fino a diventare centinaia o addirittura migliaia di volte più grande della sua dimensione originale. Questa massiccia espansione ha ripercussioni drammatiche sui suoi pianeti compagni.

Nel caso di Phoenix, la sua vicinanza a una gigante rossa significa che è soggetta a intense forze gravitazionali e maree stellari. Nel corso del tempo, queste forze potrebbero trascinare Phoenix in una spirale gravitazionale verso la sua stella ospite. I ricercatori ritengono che questa interazione potrebbe portare alla distruzione del pianeta circa 100 milioni di anniquando la sua orbita diventa instabile e viene inghiottita dall'enorme involucro gassoso della stella.

Questa prospettiva offre uno sguardo intrigante su ciò che potrebbe attendere il nostro sistema solare a lungo termine. Tra circa 5 miliardi di anni, quando il Sole raggiungerà la fine della sua vita ed entrerà nella fase di gigante rossa, la Terra potrebbe effettivamente farlo subire un destino simile, dopo Mercurio e Venere.

I dettagli dello studio sono pubblicati in Il diario astrofisico.





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