In Cina metà delle città stanno affondando


Le fondamenta delle principali città della Cina orientale sono attualmente scosse, e questo rischia di farlo gettare queste metropoli in una crisi imminente. Un nuovo esame rivela che quasi la metà di queste città, tra cui Pechino e Tianjin, stanno affrontando un allarmante cedimento causato principalmente da estrazione intensiva delle acque sotterranee e l’aumento del peso delle infrastrutture urbane. Questa preoccupante tendenza rischia di esporre tra 55 e 128 milioni di persone che vivono lungo la costa a inondazioni e danni irreparabili entro il 2120.

Evoluzione accelerata

Negli ultimi decenni, la Cina ha vissuto un spettacolare trasformazione del suo paesaggio urbano, segnato dall’emergere di megalopoli tentacolari e dalla crescita esponenziale delle città secondarie. Questa rapida urbanizzazione è il risultato di una serie di fattori complessi. In primo luogo, le politiche governative hanno svolto un ruolo cruciale nell’incoraggiare la migrazione delle popolazioni rurali verso le aree urbane come parte della riforma economica cinese avviata negli anni ’80. Queste politiche miravano a stimolare lo sviluppo economico concentrando il lavoro manuale nei centri urbani e promuovendo l’industrializzazione.

Allo stesso tempo, la Cina ha sperimentato una crescita economica fulminea, alimentata da una rapida industrializzazione e da massicci investimenti nelle infrastrutture. Questa espansione economica ha attirato milioni di lavoratori dalle campagne alle città in cerca di opportunità di lavoro e di una migliore qualità della vita. Di conseguenza, le città cinesi sono state travolte da un afflusso di nuovi residenti, creando una domanda senza precedenti di alloggi, servizi e infrastrutture.

La Cina ha risposto a questa domanda lanciando ambiziosi progetti di edilizia urbana, creando vaste aree residenziali, parchi industriali e centri commerciali all’avanguardia. Intere città furono quindi costruite ex novo, mentre i centri urbani esistenti furono ristrutturati e modernizzati per soddisfare le esigenze della popolazione in crescita.

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Cina Pechino
Una veduta di Pechino. Crediti: zhushenje/Pixabay

Le sfide e le conseguenze della rapida urbanizzazione

Questa rapida urbanizzazione ha tuttavia posto molte sfide, soprattutto per quanto riguarda gestione delle risorse naturali e preservazione dell’ambiente. Infatti, questa crescita urbana incontrollata ha portato ad una maggiore pressione sulle risorse idriche, energetiche e agricole, nonché a problemi di inquinamento atmosferico e degrado ambientale.

In questo contesto, un problema particolarmente preoccupante è cedimento del terreno in molte città cinesi ciò è dovuto all’eccessiva estrazione delle acque sotterranee e al peso crescente degli edifici e delle infrastrutture urbane.

Secondo uno studio recente, quasi la metà delle grandi città cinesi stanno affondando, con tassi di subsidenza talvolta superiori diversi millimetri all'anno. Questa tendenza è particolarmente pronunciata nelle città costiere della Cina orientale, come ad esempio Pechino e Tianjin, dove la combinazione tra l’estrazione delle acque sotterranee e l’innalzamento del livello del mare sta peggiorando il problema.

Le conseguenze di questo cedimento sono potenzialmente devastanti. Oltre a minacciare la stabilità delle infrastrutture urbane come edifici, strade e reti di trasporto, ne aumenta anche la stabilità rischio di inondazioni nelle zone costiere vulnerabili. In definitiva, milioni di persone potrebbero essere esposte a condizioni di vita precarie e a ingenti danni materiali.

calore cinese
Crediti: Zuper_Dragon/Pixabay

Verso una gestione sostenibile dell’urbanizzazione

Per affrontare questa crescente minaccia, è quindi urgente che la Cina adotti misure di gestione delle risorse idriche più sostenibili e riduca la sua dipendenza dall’estrazione delle acque sotterranee. Ciò potrebbe comportare l’attuazione di politiche di conservazione dell’acqua, lo sviluppo di tecnologie di riciclaggio e di utilizzo efficiente dell’acqua e sforzi per ripristinare gli ecosistemi acquatici danneggiati.

Inoltre, sarà essenziale che le autorità cinesi integrino la gestione della subsidenza del terreno nei loro piani di urbanizzazione. Ciò potrebbe includere misure come il controllo della crescita verticale degli edifici, la regolamentazione dello sfruttamento delle risorse sotterranee e l’istituzione di sistemi di monitoraggio e di allarme rapido per rilevare i movimenti del suolo.

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In definitiva, affrontare la subsidenza del suolo in Cina richiederà un approccio olistico e coordinato, che coinvolga una stretta collaborazione tra governi locali, imprese, comunità locali ed esperti ambientali. Solo allora potremo sperare di preservare la stabilità delle città cinesi e garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire.

I dettagli dello studio sono pubblicati sulla rivista Scienza.





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