La Colombia batte l’Uruguay e affronta l’Argentina nella finale di Copa America



Ventitré anni dopo il suo unico successo nella manifestazione, la Colombia torna alla finale della Copa America, e sfiderà l’Argentina, campione del mondo e campione in carica, vincitore del Canada il giorno prima (alle 2 del mattino dalla domenica al lunedì, partita trasmessa su L’Équipe in diretta calcio). Mercoledì sera i colombiani hanno vinto una semifinale più intensa che spettacolare Uruguay di Marcelo Bielsa.

In questa partita tra outsider le occasioni sono state più rare dei duelli. Nel primo periodo, l’attaccante uruguaiano Darwin Nunez, la cui bella sequenza in entrata in area si è conclusa con un tiro da pochi centimetri dal palo (17°) e un tiro a giro troppo decentrato (28°), è stato a lungo tempo da solo per ravvivare i dibattiti. Piuttosto dominante, la sua squadra ha poi subito un doppio colpo in pochi minuti. Il centrocampista Rodrigo Bentancur è uscito per primo infortunato dopo un contatto (35esimo) e, con le lacrime appena asciugate in panchina, il giocatore del Tottenham ha visto la Colombia aprire le marcature su un corner di James Rodriguez diretto da Jefferson Lerma (1-0, 39esimo). Il sesto assist per l’ex madrileno in questa edizione, nuovo record per chi lo è tornato al top del suo gioco.

Un’espulsione senza conseguenze

Mentre ci avviavamo verso la pausa, Daniel Munoz, partner di Lerma al Crystal Palace, ha perso improvvisamente i nervi. Già ammonito, il terzino destro colombiano ha risposto a una piccola provocazione di Manuel Ugarte con una gomitata sinonimo di espulsione (45° + 1). Un vantaggio per la Celeste ma non necessariamente per lo spettacolo. In superiorità numerica, l’Uruguay ha aumentato l’intensità, mettendo tutte le sue energie nel recuperare palla il più velocemente possibile e tornando all’attacco, affrontando un avversario pronto a spezzare il gioco per impedirglielo. Tanto da trasformare la partita in una gioiosa sciocchezza per una ventina di minuti, fino ad un finale soffocante.

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Appena entrato in partita, il veterano Luis Suarez ha prima trovato il palo con un tiro che è andato dritto all’incrocio dei pali (71esimo), poi è stato un tentativo dalla distanza di Federico Valverde che ha sfiorato il montante colombiano (75esimo). Una volta messi alle strette sulla porta, i Cafeteros hanno risposto con intelligenza, cancellando gli errori e risalendo il muro per soffrire meno, ben aiutati nell’impresa da un avversario troppo frettoloso e goffo. Entusiasti all’idea di qualificarsi per la finale, i colombiani creano addirittura due grandi occasioni di break ma Mateus Uribe, solo in area, non centra il suo piede piatto (88esimo) poi vede il suo tentativo deviato sulla traversa dal portiere Sergio Rochet (90° + 4). Due fallimenti in definitiva insignificanti.



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