La più grande minaccia per gli oceani non è la plastica


Gli oceani sono essenziali per la nostra sopravvivenza tanto quanto le foreste, poiché forniscono più della metà della produzione mondiale di ossigeno attraverso il fitoplancton. Negli ultimi anni, le distese oceaniche hanno continuato a subire i danni dell'industrializzazione: fuoriuscite di petrolio, inquinamento da plastica, pesca estensiva… tutti fattori che stanno lentamente uccidendo l'oceano e i suoi abitanti (o meglio, ad alta velocità). Ma tra queste tre minacce che gravano sulla fauna e sulla flora marina, una vince il premio.

L'oceano, il primo polmone del pianeta

L'oceano è il polmone principale del mondo, produce più della metà dell'ossigeno del nostro pianeta e ne assorbe quasi la metà 30% delle emissioni globali di CO2. Per non parlare del suo ruolo di regolatore termico, reso possibile dal processo di evaporazione e dalle correnti oceaniche. La nostra sopravvivenza nel suo insieme è quindi intimamente legata a corretto funzionamento di ecosistemi marini, oggi in pericolo. Lamya Essemlali, presidente della ONG Sea Shepherd Francia spiega che la preservazione della fauna marina è vitale per il futuro del pianeta e dei suoi abitanti:

Se non riusciamo a salvare specie carismatiche come le balene, non salveremo nient’altro nell’oceano. Ma se l’oceano muore, moriremo tutti.

La più grande minaccia per gli oceani non è la plastica, ma la pesca eccessiva

Sebbene l'inquinamento presenti a effetto disastroso sulla fauna e sulla flora marinauccidendo centinaia di individui ogni giorno*, il rifiuti di plastica non rappresenterebbe il la più grande minaccia per la sopravvivenza degli oceani. Questo sarebbe infatti il pesca industriale che causerebbe i danni maggiori, distruggendo numerosi habitat, oltre a ridurli drasticamente popolazioni di specie marine. Secondo l’UNESCO più della metà di queste specie potrebbero essere a rischio di estinzione entro la fine del secolo.

READ  Gemima Joseph fissa i minimi olimpici nei 100 e 200 metri

I pesci svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi marini come predatori, prede e regolatori. Là pesca estensiva ha l'effetto di sconvolgere questo equilibrio eliminando alcune specie di pesci in quantità eccessive, scomparsa che si ripercuoterà poi su tutta la catena alimentare.

rete da traino peschereccio peschereccio inquinamento mare oceano
Pesca a strascico – Crediti: Taylanibrahim/iStock

*Secondo i dati dell’UNESCO, più di 100.000 mammiferi marini e 1,5 milioni di uccelli pelagici muoiono ogni anno a causa della plastica.

Un generale depauperamento degli stock ittici

Si parla di pesca eccessiva quando i pesci vengono catturati a un ritmo più veloce di quello con cui si riproducono, portando a un drastico calo delle popolazioni e, in alcuni casi, al completo collasso degli stock. Oltre a mettere il biodiversità marina sotto forte tensione, questo forte riduzione delle specie acquatiche continua a mettere in pericolo i mezzi di sussistenza comunità che dipendono quasi esclusivamente dalla pesca.

La pesca a strascico raschia il fondale marino

La pesca a strascico è un metodo di pesca industriale che consiste nel trascinare dietro una barca a gigantesco filo conico così da catturarne alcuni specie ittiche commerciali (merluzzo, merlano, gamberetti o calamari).

IL pesca a strascico si trova ad affrontare numerose sfide, sia etiche che ambientali. Questa pratica industriale porta effettivamente al cattura accidentale di specie non bersaglio, addirittura protetto (tartarughe marine, delfini, squali, uccelli marini, ecc.).

inquinamento da plastica rete da pesca uccelli marini
Pinguino intrappolato nelle maglie di una rete da pesca – Crediti: Tsvibrav/iStock

Oltre a queste catture accidentali, la rete da traino danneggia notevolmente il fondale marino raschiandolo, lacerando un intero biodiversità acquatica a modo suo. Là movimento dei sedimenti indotto dal reti da traino potrebbe anche alterare il mare profondo davvero.

La pesca a strascico inquinerebbe tanto quanto l’aviazione

Secondo uno recente studio scientifico guidato da un team di biologi, climatologi ed economisti, il pesca a strascico sarebbe chiaro tra 600 e 1.500 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, ad es. più delle emissioni del trasporto aereo. Una constatazione che preoccupa le comunità degli oceanografi, poiché indica che questo rilascio potrebbe aumentare considerevolmente laacidificazione degli oceani.

READ  Test matériel : Onoff, un nouveau venu du Japon
barca a strascico nave da pesca peschereccio uccelli pesci
Crediti: Rbouwman/iStock





Source link

Laisser un commentaire

Votre adresse e-mail ne sera pas publiée. Les champs obligatoires sont indiqués avec *