la rotazione del nucleo interno della Terra è rallentata


Nuove osservazioni effettuate dagli scienziati dell'Università della California del Sud (USC) confermano che il nucleo interno della Terra ha rallentato rispetto alla superficie del pianeta.

Un mistero sotto i nostri piedi

Il nucleo interno della Terra è una regione estremamente profonda e misteriosa situata circa 5.000 chilometri sotto la superficie terrestre. È costituito principalmente da ferro e nichel, e forma una sfera solida di circa 1.220 chilometri di raggio, ovvero delle dimensioni della Luna. Questo immenso nucleo solido è circondato da uno strato esterno liquido di ferro e nichel, noto come nucleo esterno, che si estende per circa 2.300 chilometri di profondità.

A causa della sua profondità, il nucleo interno non può essere osservato direttamente o esplorato fisicamente. Gli scienziati quindi dipendono in gran parte dalle onde sismiche generate dai terremoti per sondare le profondità della Terra e studiare le proprietà e i movimenti del nucleo interno. Queste onde sismiche si propagano attraverso diversi strati della Terra e vengono registrate da reti di sismografi sulla superficie.

Quando si verifica un terremoto, si generano onde sismiche che si propagano attraverso la Terra e vengono registrate dalle stazioni sismologiche in varie località del globo. Analizzando il modo in cui queste onde si muovono attraverso la Terra, gli scienziati possono ricostruire le strutture interne e studiare le variazioni di densità, composizione e temperatura a diverse profondità, anche nel nucleo interno.

Questo approccio indiretto consente quindi agli scienziati di mappare i confini e le caratteristiche del nucleo interno con grande precisione, nonché di rilevare sottili cambiamenti nel suo comportamento nel tempo.

nucleo terrestre
Crediti: iStock

Una scoperta inaspettata

Il movimento del nucleo interno è stato oggetto di dibattito all’interno della comunità scientifica per due decenni. Alcune ricerche indicano che il nucleo interno gira più velocemente della superficie del pianeta (circa un decimo di laurea all'anno).

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Alcuni scienziati, tuttavia, ritengono che non esista alcuna superrotazione, sostenendo che le differenze nei tempi di viaggio delle onde sismiche sono invece causate da cambiamenti fisici sulla superficie del nucleo interno. Altri ritengono che questa superrotazione avvenga principalmente in periodi distinti, rifiutando così l’idea di un fenomeno regolare.

Recentemente, a analisi di diverse migliaia di terremoti suggerì addirittura che il nucleo interno lo avesse smise di girare più velocemente rispetto al resto del pianeta dal 2009/2010. Di nuovo lavoro lo confermano, supportato dall’analisi di più di due dozzine di sismogrammi.

Nello specifico, i ricercatori hanno compilato dati sismici registrati intorno alle Isole Sandwich Meridionali da 121 terremoti ripetuti avvenuti tra il 1991 e il 2023. Inoltre, hanno analizzato i dati di due test nucleari sovietici tra il 1971 e il 1974, nonché i test nucleari francesi e americani risultanti da altri studi sul nucleo interno. Questi dati poi lo confermano il nucleo interno ora si muove leggermente più lentamente. Questa osservazione contraddice i modelli precedenti e apre la strada a nuove ipotesi sulle dinamiche interne del nostro pianeta.

Quali conseguenze?

Il rallentamento osservato sarebbe attribuito a diverse forze complesse che agiscono su questa regione profonda e centrale del nostro pianeta. Innanzitutto, il nucleo esterno della Terra, composto da ferro liquido rotante, sembra svolgere un ruolo cruciale. Questo nucleo esterno genera il campo magnetico terrestre attraverso un processo di convezione e movimento di metalli liquidi. I movimenti turbolenti e l'agitazione di questo nucleo esterno esercitano una forza sul solido nucleo interno, influenzandone così il movimento e la velocità.

Oltre all’attività del nucleo esterno, anche le spinte gravitazionali provenienti dalle regioni dense del mantello roccioso sopra il nucleo interno contribuirebbero a questo fenomeno. Queste trazioni possono infatti tirare sul nucleo interno, influenzandone la dinamica e la velocità di rotazione. L'interazione di queste forze combinate potrebbe quindi creare un ambiente complesso che influenza il movimento del « seme » della Terra.

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Per quanto riguarda le implicazioni per la superficie terrestre, a questo punto rimangono per lo più speculative. I ricercatori ipotizzano, tuttavia, che potrebbero verificarsi cambiamenti nella velocità di rotazione del nucleo interno modificare leggermente la lunghezza delle giornate, anche se è estremamente sottile. Ciò potrebbe infatti comportare una variazione di pochi millisecondi, che sarebbe appena percettibile su base giornaliera e soffocata dalle variazioni naturali dell’atmosfera e degli oceani.

Per gli scienziati, questa scoperta apre nuove entusiasmanti prospettive di ricerca. Hanno in programma di continuare a monitorare e studiare la traiettoria del nucleo interno con maggiore precisione. Questo approccio più dettagliato potrebbe fornirci informazioni cruciali sui meccanismi alla base del rallentamento osservato, nonché sul suo potenziale impatto su altri aspetti della Terra, come il campo magnetico e i processi geodinamici su larga scala.





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