L’impronta della coda mostra che le squame si sono evolute prima del previsto


Un team di ricercatori annuncia una scoperta eccezionale in una cava polacca: impronte risalenti al Permiano, circa 300 milioni di anni fa. Queste impronte sono accompagnate da tracce di coda, un fenomeno raro per questo periodo geologico. Ancora più notevole: includono alcune delle impronte in scala più antiche mai scoperte. Testimoniano quindi la prima evoluzione delle strutture cutanee dei nostri antenati terrestri.

Una scoperta rara

La lastra contenente queste preziose impronte fossili è stata portata alla luce nel 2020 durante una pausa nell’attività mineraria a Piaskowiec Czerwony. Gabriela Calábková, paleontologa del Museo della Moravia, è stata la prima a individuarlo sopra un cumulo di macerie. Tra una serie di impronte già note, si distinguevano per l’insolita presenza di una scia di coda, accompagnata da impronte in scala. Questa scoperta catturò rapidamente l’attenzione dei ricercatori, sottolineando l’importanza di preservare questi preziosi resti per lo studio scientifico.

IL icnofossiliO tracce fossilizzate, svolgono infatti un ruolo cruciale nella nostra comprensione degli antichi ecosistemi e dei comportamenti degli organismi preistorici. A differenza dei corpi fossili, che sono spesso rari e frammentari, le tracce fossili come quelle scoperte a Piaskowiec Czerwony offrono indizi tangibili sulla fisiologia e sul comportamento degli animali antichi.

Anche se identificare con precisione l’animale da cui hanno avuto origine le tracce è spesso difficile senza i corrispondenti fossili corporei, queste impronte forniscono comunque preziose informazioni sull’adattamento dei primi tetrapodi al loro ambiente.

scaglie
In alto a sinistra: ricostruzione di un tetrapode del Permiano. In basso: immagini in falsi colori delle sue impronte e della coda. A destra: la parte della coda che ha lasciato l’impronta. Crediti: Voigt et al./Urweltmuseum GEOSKOP

Le implicazioni della scoperta: l’evoluzione delle strutture cutanee

La scoperta di queste vecchie bilance 300 milioni di anni qui fornisce preziose informazioni sull’evoluzione delle caratteristiche fisiche dei tetrapodi terrestri del Permiano. In effetti, suggerisce che il diadetti e altri tetrapodi terrestri avevano strutture cutanee specificamente adattate al loro ambiente. Tuttavia, questo periodo geologico è stato caratterizzato da condizioni climatiche secche e spesso aride.

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Secondo Sebastian Voigt dell’Urweltmuseum GEOSKOP in Germania, queste scale hanno svolto un ruolo essenziale nella riducendo al minimo la perdita di acqua per evaporazione. Questo adattamento fisiologico era particolarmente importante nei climi del Permiano, dove la conservazione dell’acqua rappresentava una sfida costante per gli organismi terrestri.

La presenza di squame su questa antica coda dimostra anche che possiede questa caratteristica protettiva si è evoluto prima di quanto si pensasse. Prima di questa scoperta, si presumeva generalmente che le squame si fossero sviluppate principalmente sulle parti del corpo a diretto contatto con il suolo, come i piedi e lo stomaco, per fornire protezione dalle abrasioni e aiutare a regolare la temperatura corporea. La coda, in quanto organo locomotore e di equilibrio, era quindi meno spesso associata alla presenza di scaglie nei fossili del Permiano.

Questa prima evoluzione suggerisce quindi un complesso adattamento delle caratteristiche della pelle nei vertebrati terrestri. Ciò evidenzia anche la loro importanza nel loro successo ecologico e la loro capacità di colonizzare ambienti terrestri diversi e spesso ostili.

Lo studio è stato pubblicato lo scorso maggio nel Lettere di biologia.





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