Niente finale a Rouen per Caroline Garcia, eliminata da Sloane Stephens



All'uscita, i sentimenti sono necessariamente contrastanti per la francese. Se c'è stato qualcosa di buono in questa settimana a Rouen, questo secco intoppo in semifinale ha inevitabilmente rovinato un po' le promesse fatte. Sabato, il 23° numero mondiale francese è stato infatti nettamente dominato dall'americana Sloane Stephens (39°), in due set (6-3, 6-2).

In una semifinale tra due giocatrici alla ricerca di punti di riferimento e fiducia, alla ricerca dei bei momenti passati, Caroline Garcia, come sempre, non ha procrastinato. Sia sul cemento che sulla terra battuta indoor, come a Rouen, la francese svolge la palla allo stesso modo, con tono aggressivo. Ma è stata fermata da un americano più solido e molto più giusto nel gioco.

Garcia ha provato a saltare subito sulla seconda palla di Sloane Stephens. Subito sotto pressione, l'americana si è però coperta con numerosi calci esterni. Per la francese l'equazione resta sempre la stessa: trovare il giusto equilibrio tra l'aggressività dal primo colpo e una certa pazienza, l'accettazione dello scambio.

L’inizio della stagione era stato complicato sotto questo aspetto. A Rouen, l'ex numero 4 del mondo a volte ha mostrato il meglio di sé. Venendo a cercare partite, competizione e punti di riferimento, nello slancio di un quarto di finale già interessante a Miami, Garcia non è riuscita a portare a termine le sue idee. Sabato, a volte, ha affrettato di nuovo le cose e ha lasciato che Sloane Stephens passasse in vantaggio dall'inizio della partita, concedendole una rimessa in gioco per doppio fallo e due errori non forzati (3-1).

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Certamente Garcia non si è frustrata, è rimasta nella stessa modalità per sbloccarsi subito. Sfortunatamente, ha continuato a lasciarne qualcuno lungo il percorso (16 errori non forzati nel primo set) e ha lasciato andare di nuovo mentre seguiva il servizio. Stephens ha assicurato continuità e lunghezza nello scambio, con grandi spunti tattici sui cross e qualche giro per spezzare il ritmo.

Stephens gioca in modo più corretto

Finalista al Roland-Garros nel 2018, Stephens conosce la canzone sulla terra battuta. Senza aggiungere altro alla partita, ha lasciato volentieri l'iniziativa a Garcia, che si è divertito a lanciarsi nel servizio-volley, e ha salvato un set point sul 5-2. Ne ha annientato un altro sul 5-3, si è anche concessa un break point, ma la Floridiana è rimasta solida e ha comunque piegato la situazione su un passaggio di diritto (6-3).

L'ex numero 3 americana del mondo è stata più giusta e, all'inizio del secondo set, si è offerta tre break point di fila sull'1-1 con un breve passaggio incrociato di rovescio. Garcia ne ha salvati due, ma ha rilasciato un lungo dritto per ritrovarsi ancora una volta indietro. La Lyonnaise era su un filo. Ma ha avuto fegato, ha realizzato un magnifico drop volley, poi un drop shot con uno slice di dritto per salvare due doppie break point e restare in partita (3-2).

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Ma la Stephens, che non giocava una finale nel circuito WTA da… due anni e al suo settimo titolo in carriera a Guadalajara, ha continuato a concedere quasi nulla (9 errori non forzati contro i 30 di Garcia). E con un dritto rotondo ben sentito, ha spinto la francese all'errore ed è decollata, per concludere e scivolare serenamente in finale. Per Garcia il percorso verso il Roland-Garros passa ormai da Madrid e Roma, ma è ancora lungo.



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