Potrebbe essere la più antica opera d'arte conosciuta raffigurante un animale


Una recente scoperta lungo le scogliere vicino a Still Bay, sulla costa sudafricana, sta scatenando intense speculazioni tra i ricercatori. Una reliquia notevole per la sua simmetria potrebbe infatti essere molto più di una semplice roccia. Alcuni esperti ritengono che potrebbe effettivamente essere la più antica opera d'arte conosciuta raffigurante un animale, in questo caso una razza.

Una striscia blu

I ricercatori della Nelson Mandela University hanno recentemente condotto uno studio approfondito di questo intrigante oggetto scoperto nel 2018 a circa 330 chilometri a est di Città del Capo, in Sud Africa. La loro conclusione è sorprendente: si tratta infatti di una scultura di sabbia che rappresenta a pastinaca blu (Dasyatis crisonata). Sovrapponendo le immagini di questa striscia blu con l'oggetto roccioso, hanno trovato una sorprendente corrispondenza in termini di dimensioni e proporzioni.

Scientificamente noto come Dasyatis crisonata, appartiene alla famiglia dei Dasyatidae. È presente nelle acque costiere poco profonde delOceano Indiano occidentale, in particolare lungo le coste del Sud Africa, e si distingue per la sua colore grigio-blu e ventre bianco, così come dai suoi segni distintivi sul retro. Ha anche una coda lunga e sottile che spesso può iniettare veleno potenzialmente pericoloso.

Come molte razze, anche questa trascorre gran parte del tempo nuotando vicino al fondale, nutrendosi principalmente di piccoli pesci e crostacei.

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La base dell'oggetto sabbioso, che i ricercatori ritengono fosse una coda che da allora è stata spezzata. Crediti: Jan De Vynck

Datazione dell'oggetto

Per datare l'oggetto, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica chiamata luminescenza stimolata otticamente. È un metodo utilizzato da archeologi e geologi per determinare l'età di materiali contenenti minerali, come sabbia, sedimenti o rocce che sono state esposte alla luce solare o a fonti di luce ionizzanti in passato.

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Più specificamente, questa tecnica si basa sul principio che i minerali accumulano elettroni eccitati quando esposti alla luce o alle radiazioni ionizzanti. Questi elettroni possono quindi essere rilasciati gradualmente nel tempo se sottoposti a stimolazione luminosa o termica.

Nel caso della scultura, i ricercatori hanno prelevato campioni di sabbia attorno all'oggetto che sono stati poi analizzati in laboratorio per misurare la quantità di elettroni intrappolati nei minerali della sabbia. Esponendo questi campioni a una stimolazione luminosa controllata in laboratorio, i ricercatori hanno poi misurato la luminescenza emessa dai minerali, cosa che ha permesso loro di determinare il tempo trascorso dall'esposizione iniziale alla luce solare.

Un’arte funzionava 130.000 anni fa

I risultati di questa analisi hanno rivelato che l’oggetto blu a forma di razza è stato probabilmente creato nell’età della pietra media, fa circa 130.000 anni. Secondo i ricercatori è plausibile che un essere umano preistorico abbia tracciato la sagoma di questo animale sulla sabbia, proprio come un bambino costruirebbe un castello sulla spiaggia.

Finora gli esempi più antichi di arte figurativa conosciuti erano le pitture rupestri risalenti ai dintorni 45.000 anni sull'isola indonesiana di Sulawesi. Anche se alcuni potrebbero essere scettici sull'interpretazione di questo oggetto, potrebbe trattarsi dell'arte animale più antica del mondo.

Questa scoperta getta nuova luce sull’evoluzione dell’arte nel Paleolitico, suggerendo che i primi esseri umani potrebbero aver già iniziato a rappresentare creature reali molto prima di quanto si pensasse in precedenza.

I dettagli dello studio sono pubblicati sulla rivista Ricerca sull'arte rupestre.





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