Riescono a proiettare ologrammi molto realistici in semplici occhiali


Nell’ambito di un recente studio americano, i ricercatori hanno integrato un dispositivo molto particolare in un semplice paio di occhiali. L’obiettivo? Proiettare ologrammi realistici al loro interno, uno stupefacente progresso tecnologico nei campi della realtà virtuale e della realtà aumentata.

Nuove lenti per vedere gli ologrammi

Sì, nel 2023, la realtà virtuale non stava ancora decollando, è chiaro che le innovazioni continuano ad emergere regolarmente. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Comunicazioni sulla natura il 22 aprile 2024, condotto dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Princeton (Stati Uniti). Il team di ricercatori ha infatti sviluppato un dispositivo in miniatura che permette di farlo ologrammi di progetto molto realistico in un paio di occhiali basic.

Ricorda che i modulatori spaziali di luce (SLM) lo sono nel cuore degli ologrammi classici. Tuttavia, questi modulatori modificano la forma delle onde luminose ad una certa distanza con lo scopo di generare una superficie tridimensionale. Sviluppati principalmente a partire da cristalli liquidi, questi dispositivi sono oggi limitati a schermi piatti e con una superficie ridotta. Si tratta quindi di un angolo di visione piuttosto ristretto che non lascia allo spettatore altra scelta se non quella di restare sempre in una posizione precisa. Se è così, la luce semplicemente scompare a causa della diffrazione.

Tuttavia, i ricercatori americani spiegano qui di aver risolto questo problema grazie ai loro nuove lenti olografiche. La luce, infatti, non scompare più, perché viene ora proiettata direttamente davanti allo spettatore, indipendentemente dal suo angolo di visione.

ologramma
Crediti: Tseng, E., Kuo, G., Baek, SH. eccetera. Comunicazioni sulla natura 15, 2907 (2024). https://doi.org/10.1038/s41467-024-46915-3

Una possibile futura commercializzazione

Secondo gli autori, ciò consente un’esperienza decisamente migliore in termini di immersione, soprattutto perché gli ologrammi sono molto realistici. Inoltre, nella misura in cui questa innovazione miniaturizza il dispositivonon è più necessario portare con sé dispositivi come i visori per la realtà virtuale.

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Sorge quindi una domanda: è questa la fine di questi caschi? Il futuro lo dirà. Va detto che per il momento la tecnologia non è assolutamente pronta per la commercializzazione. D’altro canto, potrebbe essere così tra un decennio. “L’olografia potrebbe rendere i display della realtà virtuale e aumentata facilmente utilizzabili, portatili e ultrasottili”ha detto Felix Heide, uno dei leader dello studio in a comunicato.

Dal lato dell’applicazione, i ricercatori hanno menzionato principalmente comunicazioni olografiche possibili grazie al 6G. Si parla però anche di esperienze immersive in diversi ambiti come l’istruzione, l’intrattenimento o anche le professioni creative.





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