Ronan Labar e Lucas Corvée privati ​​delle Olimpiadi di doppio per un errore di calcolo?



Il badminton francese pensava di aver deciso le sue qualificazioni per le Olimpiadi del 2024 dopo i Campionati Europei che si sono svolti la scorsa settimana a Saarbrücken, in Germania. Ronan Labar e Lucas Corvée sono stati tra i fortunati: nonostante la sconfitta al primo turnoi due trentenni sono rimasti davanti alla coppia di fratelli Popov nella Corsa dei Giochi.

Di più, come indicato da RMCil destino olimpico dei vicecampioni di Francia è ormai fortemente compromesso: in aggiornamento della classifica effettuata martedì dalla BWF (Federazione Internazionale), Labar e Corvée si ritrovano finalmente al numero 2 in Francia, dietro a Toma Junior e Christo Popov, che li seguono a 29 punti.

Una classificazione errata per un anno

All'origine di questo imbroglio c'è probabilmente un errore di calcolo da parte della BWF: durante la Sudirman Cup 2023, la prima competizione valida per la classifica olimpica, i punti sarebbero stati assegnati indebitamente a più binomi a causa di un errore nel sistema di contabilità. Da qui una classificazione errata per quasi un anno. Abbastanza da distorcere le proiezioni dei giocatori, le loro strategie e i semi del torneo.

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“È un’esplosione quella che stiamo vivendo”

Jérôme Careil, il DTN del badminton francese, ha spiegato a RMC che era in attesa di notifica da parte della BWF. Da parte sua, Ronan Labar ha confidato la sua disillusione in un messaggio inviato a Il gruppo. “Abbiamo lo stomaco annodato da ieri sera (mercoledì), lamenta la compagna di Lucas Corvée. È un vero terremoto, un'esplosione quella che stiamo vivendo. Il sogno di una vita che appare e poi scompare senza spiegazione. »

“Personalmente ho passato una notte insonne pensando a tutto questo anno, a tutti i sacrifici che abbiamo dovuto fare per avere la possibilità di qualificarci per questi Giochi Olimpicicontinua il pluricampione francese di doppio. Tutte le sere lontano dal mio compagno e dalla mia piccola figlia che continuavano a chiedere « papà », dagli allenamenti due volte al giorno, dalle vacanze inesistenti. Tutto questo tempo dedicato al nostro progetto sportivo, il progetto di una vita appunto. »



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