Roy Sullivan, l’uomo sopravvissuto a sette fulmini


Roy Cleveland Sullivan era un ranger del parco nel Parco nazionale di Shenandoah, Virginia, Stati Uniti. Durante la sua vita fu colpito sette volte da un fulmine e sopravvisse a tutti. Da allora è stato inserito nel Guinness World Records.

Durante i suoi 71 anni sulla Terra, dal 1912 al 1983, Roy Sullivan è sopravvissuto a sette fulmini (e, per inciso, a 22 incontri con nostro). Uno sguardo alle avventure di un uomo che è stato allo stesso tempo molto sfortunato (è stato colpito sette volte) e molto fortunato (è sopravvissuto).

1942: la torre

La prima volta che Sullivan fu colpito da un fulmine fu vicino a una torre di avvistamento antincendio nell’aprile del 1942. All’epoca lavorava già come ranger nel Parco nazionale di Shenandoah, nello stato della Virginia. La torre però era appena stata installata e non ne era ancora dotata parafulmine. Un giorno, un fulmine colpì la cabina, provocando un incendio all’interno. Sorpreso, Sullivan poi scappa, ma non è abbastanza veloce. Pochi secondi dopo aver lasciato la torre, subisce il suo primo (e più doloroso) fulmine. Parte della sua gamba viene poi bruciata.

1969: il camion

Un giorno di luglio, mentre guidava su una strada di montagna, Sullivan vede un fulmine colpire due alberi sul lato della strada. La carrozzeria metallica di un veicolo normalmente protegge dai fulmini agendo come una gabbia di Faraday. Sfortunatamente per lui, entrambi i finestrini anteriori della sua macchina sono aperti. Il fulmine quindi entra all’interno del suo veicolo da un finestrino ed esce dal secondo, bruciando le ciglia e le sopracciglia del pover’uomo. Anche il suo orologio da polso è stato distrutto. Privo di sensi, Sullivan finisce in un fosso vicino al bordo di una scogliera.

1970: il tribunale

Nel luglio del 1970, Sullivan stava tranquillamente facendo giardinaggio nel cortile di casa sua in una giornata relativamente limpida prima che un fulmine colpisse un vicino trasformatore di alimentazione. Il fulmine rimbalza e finisce sulla sua spalla sinistra, provocandogli una bella bruciatura.

1972: capelli bruciati

Nella primavera del 1972, Sullivan stava lavorando all’interno di una stazione di ranger quando fu nuovamente colpito. Avendo preso fuoco i suoi capelli, si precipitò in bagno per soffocare le fiamme con un asciugamano umido.

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A questo punto comincia a credere che qualche forza (forse Dio) stia cercando di raggiungerlo o che stia attirando in qualche modo i fulmini. Diventa anche pauroso, sdraiato sul sedile anteriore del suo camion durante ogni tempesta mentre aspetta « che passi ».

1973: marcatura sui pantaloni

Sullivan potrebbe stare attento, ma non è ancora fuori pericolo. Il 7 agosto 1973, mentre pattugliava il parco, vide una nuvola temporalesca che, come disse in seguito, sembrava seguirlo. Quindi accelera per cercare di perderlo. Quando finalmente si sente al sicuro, decide di lasciare il suo camion.

Pochi secondi dopo, però, è stato colpito nuovamente. Il fulmine scende lungo il lato sinistro del suo corpo, prima di risalire attraverso la gamba destra fino al ginocchio. Quindi inizia a strisciare verso il suo camion per spruzzare il suo corpo con una lattina d’acqua.

1976: capelli bruciati, atto 2

Il 5 giugno 1976, una nube temporalesca sembrava ancora una volta perseguitarlo. Mentre cerca di scappare il più lontano possibile, un fulmine lo colpisce nuovamente e i suoi capelli prendono nuovamente fuoco. Nella fuga si è anche slogato una caviglia.

1977: capelli bruciati, atto 3

La mattina del 25 giugno 1977 Sullivan fu nuovamente colpito mentre pescava in un piccolo stagno. Il fulmine colpisce la parte superiore della sua testa, gli dà fuoco ai capelli (o ciò che ne resta), prima di bruciargli il petto.

Sullivan poi si alza per cercare di raggiungere la sua macchina. Fu allora che un orso gli si parò davanti per rubare la trota che aveva appena tirato fuori dall’acqua. Sullivan si fa coraggio, afferra il ramo di un albero e colpisce l’animale, facendolo fuggire. Non era la prima volta che ciò accadeva. Durante la sua carriera come guardia forestale, Sullivan si trovò faccia a faccia con un orso ventidue volte.

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Una possibilità…

In totale, fanno sette. Si noti che Sullivan ricordava anche di essere stato colpito da un fulmine per la prima volta da bambino mentre stava falciando il grano con suo padre. Tuttavia non riuscì mai a dimostrarlo. Ufficialmente questo quindi non conta.

Qual è la probabilità che una persona venga colpita da un fulmine sette volte? Un professore di statistica della George Washington University una volta stimò che lo fosse 4,15 su 100.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000, che significa molti zeri. Va notato, tuttavia, che l’uomo ha trascorso gran parte della sua vita all’aperto in uno stato molto tempestoso.

Roy Sullivan morì finalmente il 28 settembre 1983 all’età di 71 anni, non per un fulmine, ma per una ferita da arma da fuoco alla testa.

La vita di Roy Cleveland Sullivan rimarrà per sempre impressa negli annali dei documenti umani e delle curiosità meteorologiche. Il suo incredibile destino, segnato da sette fulmini e innumerevoli avventure, ci ricorda i misteri e i capricci della natura. Mentre i suoi molteplici incontri con i fulmini potrebbero essere visti come sfortuna, la capacità di Sullivan di sopravvivere a ognuno di essi dimostra una resistenza e una fortuna non comuni.

Al di là delle statistiche improbabili e degli eventi spettacolari, la storia di Sullivan evidenzia anche l’importanza della determinazione e del coraggio di fronte alle situazioni estreme. Che si trattasse di respingere gli orsi o di combattere le ustioni provocate dai fulmini, affrontava ogni sfida con ammirevole tenacia.

Roy Sullivan ci lascia un’eredità singolare, quella di un uomo la cui vita ha sfidato le probabilità e ha ispirato fascino. Il suo cammino, pur segnato da prove straordinarie, costituisce una potente testimonianza della capacità umana di superare le avversità. Nel celebrare la straordinaria vita di Roy Sullivan, onoriamo l’incredibile diversità e resilienza dello spirito umano.





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