Saremmo in grado di rilevare segni di terraformazione extraterrestre?


L’esplorazione dello spazio profondo ha sempre affascinato l’immaginazione umana e alimentato la nostra curiosità sulla possibilità della vita extraterrestre. Recentemente si è aperta una prospettiva affascinante: rilevare segni di civiltà tecnologicamente avanzate su altri pianeti non tramite segnali radio, ma attraverso i loro effetti sulle loro atmosfere. I ricercatori hanno infatti identificato cinque gas serra “artificiali” che potrebbero fungere da indicatori distintivi qualora fossero abbondanti nell’atmosfera degli esopianeti.

I gas serra come tecnofirme

Sulla Terra, i gas fluorurati, come le versioni fluorurate di metano, etano e propano, sono sostanze particolarmente potenti in termini di potenziale di ritenzione del calore nell’atmosfera. A differenza delle loro controparti non fluorurate, questi composti lo sono infatti estremamente stabile e può persistere per decenni o addirittura secoli una volta rilasciato nell’aria. La loro capacità di intrappolare efficacemente la radiazione infrarossa li rende quindi agenti di riscaldamento globale altamente efficaci.

Inoltre, questi gas fluorurati non sono prodotti naturalmente in quantità significative sulla Terra. La loro maggiore presenza nell’atmosfera è infatti principalmente attribuita attività industriali tecnologie umane avanzate, come la produzione di semiconduttori, dove vengono utilizzati come gas di processo per varie applicazioni.

La presenza di quantità significative di questi gas nell’atmosfera di un pianeta lontano farebbe quindi pensare non solo ad una capacità di produrre queste sostanze complesse, ma anche ad una volontà e ad una padronanza tecnologica sufficienti per utilizzarli in applicazioni su larga scala.

Questo scenario apre anche la porta a implicazioni affascinanti. Una civiltà extraterrestre capace di trasformare intenzionalmente il proprio ambiente climatico potrebbe effettivamente cercare di farlo terraformare un pianeta altrimenti inospitale per renderlo abitabile utilizzando questi diversi gas. Ricordiamo che il concetto di terraformazione, spesso esplorato nella fantascienza e tra gli scienziati, rappresenta un uso proattivo della tecnologia per modificare le condizioni planetarie e potenzialmente creare habitat umani vitali su mondi lontani.

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Pertanto, il rilevamento di gas fluorurati come tecnofirme su un esopianeta non offrirebbe solo indizi sulle capacità tecnologiche di una civiltà extraterrestre, ma anche sulle sue motivazioni e obiettivi nell’esplorazione e trasformazione dell’universo circostante.

L'esopianeta James Webb terraforma un extraterrestre
Interpretazione artistica di un pianeta extrasolare. Crediti: Ed Bell per la Simons Foundation

L’importanza del rilevamento extraterrestre con James Webb

In questa ricerca della vita extraterrestre, i ricercatori hanno recentemente effettuato simulazioni per esplorare il potenziale del telescopio Giacomo Webb nel rilevamento di molti di questi gas. Per le loro simulazioni, gli autori dello studio hanno scelto cinque gas serra artificiali utilizzati in applicazioni industriali come la produzione di chip per computer: versioni fluorurate di metano, etano e propanocosì come specie costituite da azoto e fluoro o zolfo e fluoro.

Uno dei motivi per cui sono stati scelti questi gas artificiali è la loro natura potere riscaldante incredibilmente efficace. Ad esempio, l’esafluoruro di zolfo ha un potenziale di riscaldamento 23.500 volte maggiore di quello dell’anidride carbonica. Un altro vantaggio dei gas studiati dai ricercatori (almeno per il rilevamento delle tecnofirme) è che hanno un durata eccezionalmente lungail che significa che potrebbero persistere in un’atmosfera simile alla Terra per 50.000 anni.

Per questo studio, il team ha simulato la presenza di questi gas su TRAPPIST-1f, un pianeta in Sistema TRAPPIST-1, una famiglia di sette mondi rocciosi situati a circa 40 anni luce dalla Terra nella costellazione dell’Acquario. I ricercatori hanno poi scoperto che gli strumenti a bordo del JWST lo avrebbero effettivamente fatto in grado di rilevare i gas serra prodotto artificialmente al livello di abbondanza richiesto per l’ingegneria climatica. Ciò significa che se una civiltà aliena emette grandi quantità di gas serra nella sua atmosfera per rendere il suo mondo più abitabile, i nostri attuali telescopi potrebbero essere in grado di individuarli.

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I dettagli dello studio sono pubblicati in Il giornale astrofisico.





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