Serbia-Inghilterra, un prepartita tra tensione e comunione



Le numerose misure preventive non saranno state sufficienti. Questa domenica, a metà pomeriggio, sono scoppiati degli scontri nel centro di Gelsenkirchen, poche ore prima della partita, classificata ad alto rischio, tra Serbia e Inghilterra alla Veltins-Arena, abbastanza lontana a nord del centro.

A prova che il pericolo non è sempre dove ce lo aspettiamo, i disordini sarebbero arrivati ​​in seguito all'irruzione e alle accuse tifosi…albanesi, e forse inglese, nei pressi della zona stazione. La selezione albanese ha giocato sabato sera a Dortmund, città vicina, contro l'Italia (1-2), e la sua presenza congiunta con quelle di Serbia e Croazia faceva parte dei timori dell'organizzazione.

Un'atmosfera pesante

Durante la notte e la mattina di questa nuova partita, sia i gruppi serbi che quelli albanesi si erano già messi in posa, ciascuno per conto proprio, con vari striscioni inglesi (Birmingham, Maidstone, Stoke, Leicester, Southampton, Sunderland, Derby County… .) rubati dall'avversario. E la tensione quindi aumenta ancora di più con questi attacchi tanto inattesi e violenti quanto brevi. Le sedie e i tavoli sulle terrazze vandalizzate di Gelsenkirchen fungevano sia da scudo che da proiettile. Quindi le truppe si dispersero rapidamente.

Intanto alcuni agenti di polizia perquisiscono i bar locali, alla ricerca di possibili provocatori, e altri portano via almeno due sostenitori inglesi, circondati da otto agenti armati e con l'elmetto. Arrivano furgoni come rinforzi, sirene e lampeggianti a tutto volume.

Sui balconi i residenti sono un po’ stupiti. Al primo piano sventola ancora una bandiera albanese. Lo spazio finisce per essere “liberato” tra gli applausi. La polizia si ritira con calma, pur rimanendo a portata di intervento se necessario.

Un po' più lontano, l'atmosfera è molto più leggera e festosa attorno all'affollata piazza centrale. E trasformato in un gigantesco bidone della spazzatura a cielo aperto. Devi andare avanti evitando vetri rotti, lattine, capsule e persino vassoi dei server incagliati.

A poche decine di metri dallo stadio, suona l'allarme, l'autista deve fermarsi e passare in mezzo alla folla per farlo disattivare manualmente dai tifosi. Il tram parte e finalmente arriva a destinazione. La folla esulta. Una volta fuori, i flussi dei due accampamenti si intersecano senza disordini se non dissapori verbali da parte degli inglesi, non disorientati dal tempo grigio e piovoso. È tempo di giocare.



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