Stelle immortali grazie alla materia oscura?


Gli astronomi hanno identificato strane stelle vicino al centro della nostra galassia, la Via Lattea. Questi oggetti si comportano in modi insoliti e potrebbero esserne influenzati una sostanza misteriosa chiamata materia oscura.

Cos'è la materia oscura?

IL materia nera rimane uno dei più grandi misteri dell'Universo. La sua importanza risiede nella sua capacità di risolvere importanti enigmi cosmologici, in particolare la strana velocità di rotazione delle galassie. Senza la sua presenza, i modelli convenzionali di gravità non possono infatti spiegare perché le stelle ai bordi esterni delle galassie si muovono così velocemente. Pertanto, la materia oscura è essenziale per fornire il massa aggiuntiva necessaria per tenere insieme le galassie e spiegare i loro movimenti.

Nonostante la sua onnipresenza (rappresenta approssimativamente 27% dell'Universo), la sua composizione rimane enigmatica, sfidando le nostre migliori teorie e metodi di osservazione. Gli scienziati hanno proposto varie ipotesi sulla sua natura, che vanno dalle particelle esotiche ai cambiamenti di gravità su larga scala. Tuttavia, nessuna di queste teorie è stata ancora definitivamente confermata.

Recentemente, i ricercatori hanno identificato una classe di stelle vicino al centro della Via Lattea che potrebbe gettare nuova luce sulla materia oscura.

stelle le stelle del buco nero rispecchiano la materia oscura
Crediti: titoOnz/istock

Stelle immortali?

Nel cuore della Via Lattea si trova un affascinante ambiente cosmico, dominato da a buco nero supermassiccio. Ce mostro galattico circa quattro milioni di volte più massiccio del nostro Sole, esercita una straordinaria attrazione gravitazionale sulle stelle circostanti, chiamata così Stelle di tipo Sfacendoli evolvere a velocità vertiginose.

Ciò che rende queste stelle ancora più misteriose è la loro comportamento insolito e la loro apparente giovinezza, specialmente in una regione della galassia dove ci si aspetterebbe che fossero più vecchi. Questi oggetti situati a circa un anno luce dal centro galattico sembrano quindi sfidare le leggi stellari convenzionali.

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Per spiegare questo enigma, gli astronomi hanno formulato un’ipotesi sconcertante. Normalmente le stelle brillano bruciando idrogeno attraverso la fusione nucleare, un processo che produce l’energia necessaria per controbilanciare la propria gravità. Secondo loro, le stelle di tipo S sembrano trarre la loro energia da una fonte diversa: l’annientamento della materia oscura. Questo fenomeno esotico, dove particelle di materia oscura e antimateria oscura si annichilano tra loro per produrre energia, potrebbe poi mantenerle “immortali”, allontanando così queste stelle dalla sequenza principale del diagramma Hertzsprung-Russell.

In altre parole, le stelle nell’ammasso S non seguirebbero il consueto percorso dell’evoluzione stellare, dove la fusione nucleare dell’idrogeno in elio è la fonte di energia primaria. Invece, la loro apparente giovinezza e il loro comportamento insolito potrebbero essere spiegati dalla loro dipendenza dalla materia oscura come fonte di energiaaggirando così i processi stellari convenzionali.

Un'ipotesi da confermare

Questa idea è supportata da un nuovo studio supportato da simulazioni al computer. I modelli dei ricercatori mostrano che nelle regioni in cui la materia oscura è densa, le stelle possono effettivamente mantenere il loro equilibrio bruciando meno o non bruciando affatto idrogeno, grazie all’energia fornita dalla materia oscura.

I futuri telescopi potrebbero consentire di osservare questa regione con una risoluzione senza precedenti, il che confermerebbe la teoria della forza delle stelle attraverso la materia oscura. Questo progresso potrebbe quindi avvicinarci alla risoluzione di alcuni dei misteri più profondi dell’Universo e aiutarci a comprendere meglio la sua natura e il suo ruolo nella formazione e nell’evoluzione delle galassie.





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