Un enorme terremoto ha deviato il Gange


Un team di ricercatori ha appena fatto luce su un evento sismico finora sconosciuto che scosse il paesaggio del subcontinente indiano circa 2.500 anni fa, lasciando tracce indelebili anche negli le partecipano du Gange.

Indizi nascosti nel paesaggio

I ricercatori hanno scoperto le prime prove di questo terremoto mentre studiavano il paesaggio vicino a Dacca, la capitale del Bangladesh. Usando le immagini satellitari, hanno identificato quello che sembrava essere un antico canale fluviale parallelo al Gange, situato a circa 100 km a sud di Dhaka.

Questa osservazione è stata seguita da un'esplorazione più dettagliata dell'area in cui hanno trovato strisce di sabbia che si estendevano verticalmente sul terreno fangoso. Queste formazioni, chiamate sismiti, sono strati di sabbia che si formano quando i terremoti scuotono i terreni saturi d’acqua. La loro presenza ha poi portato i ricercatori a concludere che si fossero formati duranteun unico grande evento sismico.

Anche l'analisi chimica della sabbia e del fango ha rivelato che si è verificato questo terremoto circa 2.500 anni. I ricercatori hanno dedotto che la magnitudo di questo terremoto doveva essere stata dalle 7,5 alle 8, il che bastò a provocare un'avulsione, cioè un rapido cambiamento del corso del fiume. I terremoti a volte possono causare tali cambiamenti spostando rapidamente grandi quantità di sedimenti, costringendo il fiume a tracciare un nuovo percorso.

I rapidi cambiamenti nei corsi dei fiumi sono ben documentati nei delta dei fiumi. Di solito, questi cambiamenti sono causati dal graduale accumulo di sedimenti che alla fine costringe il fiume a straripare e a crearsi un nuovo percorso. Questo processo può richiedere anni o decenni, ma può causare un terremoto un'avulsione quasi istantanea.

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I meccanismi del terremoto

Due meccanismi distinti potrebbero spiegare l’origine di questo terremoto. Il primo è un'area sismicamente attivo intorno alle montagne del massiccio Shillong nel nord-est dell’India, dove la placca tettonica indiana si scontra con la placca eurasiatica. Il secondo meccanismo è il subduzione della crosta oceanica indiana sotto il Bangladesh, il Myanmar e l’India nord-orientale.

Questi due processi tettonici si verificano a più di 180 chilometri da dove sono stati scoperti i sismi, supportando la necessità di una magnitudo minima compresa tra 7,5 e 8 per spiegare l’entità dei cambiamenti osservati.

Volte
Il delta del Gange (qui nella foto satellitare) è il più grande delta fluviale del mondo. La parte oscura del delta è il Sundarbans, un vasto santuario della fauna selvatica e una palude di mangrovie. Crediti: NASA/JPL/UCSD/JSC

Previsioni per il futuro

Questo nuovo comprensione degli effetti dei terremoti sui corsi d’acqua nei delta è fondamentale, perché ci consente di anticipare meglio i potenziali impatti dei futuri terremoti su queste regioni densamente popolate. Il Gange, che si estende per circa 2.500 chilometri dall'Himalaya al Golfo del Bengala, è infatti un arteria vitale per milioni di persone. Qualsiasi cambiamento nel suo corso può quindi avere importanti ripercussioni sull’agricoltura, sugli habitat e sulle infrastrutture umane.

Una studio effettuate nel 2016 avevano inoltre dimostrato che le zone sismicamente attive del massiccio di Shillong e della subduzione indo-birmana sono in grado di innescare terremoti di magnitudo simile a quella dell’evento che modificò il Gange di 2.500 anni fa. Un simile terremoto oggi potrebbe colpire circa 140 milioni di persone, sottolineando l’importanza della preparazione e della resilienza di fronte ai disastri naturali.





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