Un titolo e tante delusioni: il record di Didier Deschamps alla guida dei Blues



2014: una prima incoraggiante

Per Didier Deschamps, ingaggiato nel luglio 2012, tutto avrebbe potuto fermarsi nel novembre 2013. Ma grazie alla doppietta di Mamadou Sakho (e al gol di Karim Benzema), i Blues superano l’Ucraina agli spareggi (3-0, andata: 0-2) e ha disputato un Mondiale incoraggiante in Brasile. Con due grandi successi contro Honduras (3-0) e Svizzera (5-2) all’inizio, un altro contro la Nigeria (2-0) agli ottavi, prima di essere eliminata ai quarti dalla futura vincitrice, la Germania (0 -1). Sicuramente ancora un po’ teneri, Raphaël Varane, Paul Pogba e Antoine Griezmann si sono dati appuntamento.

2016: la gioia, fino all’incubo Eder

In questo Europeo casalingo, i Blues hanno vinto prima all’ultimo minuto contro Romania (2-1 grazie ad una gemma di Dimitri Payet) e Albania (2-0). Poi hanno travolto l’Irlanda all’ottavo (2-1), dopo l’opportuna sostituzione in asse, da parte di Deschamps, di Antoine Griezmann, autore di una doppietta, prestazione ripetuta nel primo tempo davanti alla Germania (2-0), bestia nera finalmente esorcizzato. Anche marcatore nel prolifico quarto contro l’Islanda (5-2), “Grizou” si è classificato miglior regista (6 gol). Ma arriva stanco nel finale, come la sua squadra, punita da Eder e dal Portogallo (0-1 dopo).

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2018: Zagallo, Beckenbauer… Deschamps!

Incoronato campione del mondo nel 1998 da giocatore (e capitano), l’ex centrocampista Didier Deschamps si unisce ai leggendari Mario Zagallo (Brasile, 1958 e 1962, poi 1970) e Franz Beckenbauer (Germania, 1974 poi 1990) anche come allenatore in Russia . Nonostante un primo turno fiacco e che può contare soprattutto su un grandissimo portiere, Hugo Lloris, e su tre coppie decisive: Griezmann-Mbappé davanti (4 gol a testa), Kanté-Pogba al centro e Varane-Umtiti (autore rispettivamente nei quarti e a metà) dietro.

2021: un buco fatale ma non solo

Questo Europeo itinerante rimane il torneo meno riuscito dell’era Deschamps. Perché nonostante il successo inaugurale contro la Germania (1-0) e il ritorno vincente di Karim Benzema (4 gol per lui), i suoi Blues, fiaccati contro Ungheria (1-1) e Portogallo (2-2) al primo turno, sono eliminata agli ottavi dalla Svizzera (3-3, 4-5 nel tabellone). Con un buco fatale alla fine dei tempi regolamentari mentre erano in vantaggio per 3-1, ma anche l’impressione lasciata dal tecnico di non aver imparato nulla, dentro e fuori dal campo, durante tutta la competizione.

2022: una nuova epopea incompiuta

Decimata dalle assenze (Pallone d’Oro Benzema, Kanté, Pogba, Maignan…), la Francia mostra le sue risorse in Qatar. Ha superato il primo turno ed ha eliminato la Polonia agli ottavi (3-1) senza tremare. Poi è uscita da un quarto mostruoso contro l’Inghilterra (2-1) e da un mezzo fratricidio contro il Marocco (2-0). La sostituzione di Antoine Griezmann con Didier Deschamps nel centrocampista della staffetta del 4-3-3 è un successo totale. Fino al finale, dove appare senza fiato. E dove l’impresa del capocannoniere del Mondiale, Kylian Mbappé (8 gol), autore di una tripletta, non basta contro l’Argentina di Lionel Messi (3-3, 2-4 nel tabellone).

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2024: corretto ma indigesto

Di certo, a differenza dell’Europeo precedente, l’obiettivo minimo fissato dal presidente della Federazione, Philippe Diallo, ovvero entrare nelle semifinali della competizione disputata in Germania, è stato raggiunto. Ma dopo questa eliminazione subita in semifinale contro la Spagna (1-2)non ricorderemo nessuna vera emozione positiva, se non forse quella di essere finalmente usciti nuovamente vittoriosi – per la prima volta dai Mondiali del 1998 – ai calci di rigore, quello dei quarti di finale contro il Portogallo ( 0-0, 5- 3 nelle schede)…



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