Una stella nella Via Lattea lampeggiava a più di 2,3 milioni di km/h


Una stella di piccola massa, denominata CWISE J124909+362116.0 (J1249+36), sta attraversando la Via Lattea all’incredibile velocità di oltre due milioni di chilometri all’ora. Scoperta grazie agli sforzi degli scienziati cittadini del progetto Backyard Worlds: Planet 9, questa stella potrebbe essere stata vittima di un’esplosione di supernova o potrebbe essere passata troppo vicino a un buco nero. Questa indagine sull’origine di J1249+36 potrebbe non solo chiarire il mistero che lo circonda, ma anche arricchire la nostra comprensione delle dinamiche estreme nella nostra galassia.

La stella fuggita dalla Via Lattea

J1249+36 è stato avvistato per la prima volta nei dati raccolti dal Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) della NASA. NASA. Per svelare i segreti di questa stella, l’astronomo Adam Burgasser e il suo team dell’Università della California a San Diego ne hanno osservato lo spettro infrarosso presso l’Osservatorio WM Keck a Maunakea, Hawaii (Stati Uniti). Hanno poi scoperto che J1249+36 appartiene alla classe di subnani Lstelle molto antiche e rare caratterizzate da a massa ridotta e temperature relativamente basse.

Le analisi hanno anche rivelato che la stella si muoveva a una velocità potenzialmente sufficiente un giorno liberandosi dalle “griffe gravitazionali” della Via Lattea. Tuttavia, l’origine di questa velocità rimane misteriosa. Per spiegare questo fenomeno sono stati proposti due scenari principali: un’espulsione dovuta a una supernova di una “stella vampiro” o un’espulsione causata da un’interazione con buchi neri.

La Stella Vampiro e l’esplosione della supernova

Nel primo scenario, J1249+36 sarebbe stato il compagna stellare di una nana bianca, un tipo di stella “morta” che rinasce succhiando materiale da una stella vicina. Questo accumulo di materiale può spingere la nana bianca oltre il limite di Chandrasekhar (1,4 volte la massa del Sole), provocando un’esplosione catastrofica chiamata supernova di tipo Ia. Quest’ultimo distrugge completamente la nana bianca, liberando la sua compagna stellare ad alta velocità orbitale.

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Sebbene questo scenario sia plausibile, mancano prove dirette, poiché i resti dell’esplosione probabilmente si sono dissipati milioni di anni fa.

stella nana bianca
Un’illustrazione mostra una nana bianca che inizia ad eruttare mentre si nutre di una stella compagna. Crediti: Robert Lea (creato con Canva)

Interazione con i buchi neri

Il secondo scenario prevede che J1249+36 abbia iniziato la sua vita in a ammasso globulare che è un’area compatta contenente migliaia o addirittura milioni di stelle. Le stelle si concentrano verso i centri di questi ammassi, dove possono risiedere anche buchi neri di varie masse. Le complesse interazioni tra una stella e a sistema binario di buchi neri può quindi espellerlo ad una velocità fenomenale, al punto da riuscire a spingerlo fuori dal suo ammasso originario, sebbene questo fenomeno sia raro.

IL simulazioni ha dimostrato che questo tipo di interazione potrebbe effettivamente collocare una stella su una traiettoria simile a quella osservata con J1249+36. Inoltre, la sua traiettoria si riferisce a una regione densa di spazio, potenzialmente la posizione di un ammasso globulare sconosciuto.

Un ammasso globulare
Un ammasso globulare di stelle fitte che possono contenere una coppia binaria di buchi neri al centro. Crediti: NASA, ESA, ESA/Hubble, Roger Cohen (RU

Il gruppo di ricerca prevede ora di esaminare la composizione elementare di J1249+36 per chiarirne l’origine. Potrebbe infatti rivelare indizi sulla sua nascita, sia da una supernova nana bianca che da un ammasso globulare. Qualunque sia la sua origine, la scoperta di J1249+36 offre un’opportunità unica per studiare le cosiddette stelle “iperveloci” e i meccanismi che le spingono attraverso la galassia.





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